
Israele giudica "evasivo" l'atteggiamento tenuto finora dall'Iran riguardo al dossier nucleare e ritiene che sia giunta l'ora di "indurire in modo serio le sanzioni" nei confronti di Teheran. Lo ha affermato oggi il primo ministro, Benyamin Netanyahu, dicendosi convinto dinanzi alla commissione Esteri e Difesa della Knesset, il parlamento israeliano, che Paesi europei quali "la Francia, la Germania e la Gran Bretagna" siano già favorevoli a una tale prospettiva. "Io credo che il tempo di indurire in modo serio le sanzioni contro l'Iran sia ora", ha dichiarato Netanyahu senza fare alcun riferimento diretto alla disponibilità annunciata oggi da Teheran - e commentata dagli Usa come "un primo passo importante" - per un incontro a inizio ottobre sulla questione nucleare con il gruppo internazionale dei '5+1'. Secondo il premier israeliano, un regime di "sanzioni pesanti può essere efficace" in questa fase poiché "la comunità internazionale è forte e il regime iraniano è invece debole". Ricordando le recenti proteste e repressioni seguite al contestato voto presidenziale dei mesi scorsi, Netanyahu ha spiegato di essersi persuaso che "la maggioranza degli iraniani detesti il governo (del presidente Mahmud Ahmadinejad) e non sia disposto a raccogliersi attorno a esso nel caso di un aggravamento delle sanzioni". Israele considera da sempre i programmi atomici di Teheran alla stregua di una minaccia alla propria sopravvivenza. ATS
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