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Estero
Iran: in massa alle urne per eleggere il presidente
Redazione
17 anni fa

Gli Iraniani si sono recati oggi in massa alle urne per le elezioni presidenziali, dopo una campagna di una vivacità senza precedenti, in particolare fra i due favoriti: il presidente ultraconservatore uscente Mahmud Ahmadinejad, che corre per un secondo mandato, e il moderato Mir Hossein Mussavi, sostenuto da molti riformisti, a partire dall'ex presidente Mohammad Khatami. Come è avvenuto per i sondaggi pre-elettorali, anche oggi i due campi hanno detto di essere in vantaggio. Normalmente l'aumento dell'affluenza alle urne premia i moderati e riformisti. Secondo il ministro dell'Interno Sadeq Mahsuli, la partecipazione non sarà inferiore al 70%, mentre altre fonti parlano della possibilità che siano raggiunti i livelli dell'elezione di Khatami, nel 1997, con oltre l'80%. L'altissima affluenza ha costretto le autorità a rinviare di diverse ore la chiusura dei seggi, che inizialmente era prevista alle 18.00 ora locale (le 15.30 in Svizzera). Ma per avere dei risultati chiari bisognerà aspettare domani. Se nessuno dei candidati riuscirà ad ottenere oltre il 50 per cento dei voti, si andrà ad un ballottaggio fra i primi due, il 19 giugno. Oltre ad Ahmadinejad e Mussavi, partecipano alla consultazione altri due candidati: il riformista Mehdi Karrubi, ex presidente del Parlamento, e l'ex comandante dei Pasdaran Mohsen Rezai, su posizioni conservatrici. Durante la campagna elettorale Mussavi si è pronunciato per una distensione con l'Occidente, compresi gli Usa. Ma la politica estera, come il programma nucleare, sono argomenti su cui la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ha l'ultima parola e quindi, chiunque sia il vincitore, sembrano improbabili svolte radicali. Il presidente Usa Barack Obama, tuttavia, ha auspicato che "il dibattito vigoroso" che ha preceduto le elezioni iraniane possa favorire il dialogo che lui stesso ha proposto alla Repubblica islamica. Durante la campagna elettorale i candidati si sono affrontati senza esclusione di colpi nei comizi e in dibattiti televisivi e decine di migliaia di loro sostenitori, in particolare quelli di Mussavi, sono scesi quotidianamente nelle strade. Dopo aver deposto la sua scheda nell'urna, stamani, la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, ha fatto appello alla popolazione perché "dia prova di calma". Il presidente Ahmadinejad, che ha aspettato in coda 40 minuti con gli altri elettori, si è detto certo che il popolo farà una scelta "chiara, ferma e rivoluzionaria". Mentre Mussavi ha lamentato che ai suoi rappresentanti non è stato consentito di assistere alle operazioni di voto in alcuni seggi e ha chiesto alle autorità preposte di "sorvegliare bene le urne". Un accenno ai timori di brogli più volte espressi negli ultimi giorni dai suoi sostenitori. Il candidato moderato ha deposto la scheda nell'urna insieme alla moglie, Zahra Rahnavard, che è stata sempre al suo fianco durante la campagna elettorale, anche questa una novità assoluta nella Repubblica islamica. L'ex presidente pragmatico Akbar Hashemi Rafsanjani, visto come uno dei principali sponsor di Mussavi, ha detto che queste elezioni sono "fra le più importanti e decisive nella Storia del Paese" e ha auspicato che non si verifichino brogli. Rafsanjani, che è stato duramente attaccato con accuse di corruzione da Ahmadinejad, ha inviato nei giorni scorsi una lettera aperta all'ayatollah Khamenei lamentando il suo "silenzio" su questi attacchi e chiedendogli di garantire elezioni "pulite". ATS

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