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Estero
Iran: fuoco incrociato tra Londra e Teheran, Miliband nega accuse
Redazione
17 anni fa

E' fuoco incrociato tra Londra e Teheran: l'accusa fatta al Regno Unito dal ministro degli Esteri iraniano Manuchehr Mottaki di aver orchestrato le rivolte in seguito alle elezioni del 12 giugno, è stata respinta "categoricamente" dalla sua controparte britannica, David Miliband, che ha definito la tesi del complotto da parte di potenze straniere "priva di fondamento" e ha condannato la violenta repressione delle manifestazioni. Vittima dello schermaglia diplomatica tra i due Paesi è stato anche uno dei corrispondenti della Bbc da Teheran, John Leyne, al quale stamane sono state date 24 ore per lasciare l'Iran. Leyne, ha riferito la Fars, agenzia di stampa vicina al governo del presidente Mahmud Ahmadinejad, è stato espulso per "avere inviato notizie e reportage falsi, avere sostenuto i rivoltosi, avere calpestato i diritti della nazione iraniana e avere ignorato i principi morali della professione". La sede della Bbc nella capitale resta aperta, nonostante le pesanti restrizioni imposte ai suoi giornalisti, ai quali non viene praticamente concesso di lasciare i propri uffici. Se per Teheran è proprio Londra il quartier generale dei "terroristi" protagonisti delle manifestazioni e degli scontri di questi giorni, per il ministro degli Esteri Miliband l'accusa di Mottaki altro non è che un modo per "trasformare una disputa tra gli iraniani riguardo all'esito delle elezioni in una battaglia tra l'Iran e gli altri Paesi, la Gran Bretagna in particolare". Secondo Mottaki Londra starebbe attivamente cercando di destabilizzare il governo di Ahmadinejad, addestrando gruppi terroristi attivi nel sud della Repubblica islamica, influenzando le altre potenze affinché assumano una posizione contraria al programma nucleare di Teheran e tentando di bloccare ogni apertura della amministrazione Usa verso l'Iran. Tutte accuse smentite con fermezza da Miliband, che oggi ha ribattuto: "Respingo categoricamente l'idea che i manifestanti in Iran siano manipolati o motivati da Paesi stranieri. ATS

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