
Il vice ministro dell'Interno iraniano per gli affari della sicurezza, Abbas Mohtaj, ha affermato oggi che un'esplosione avvenuta ieri sera in una moschea a Shiraz è stata provocata da "un incidente", e non da un attentato, come avevano affermato in un primo momento fonti di polizia citate dai mezzi d'informazione di Teheran. Si aggrava intanto il bilancio dell'esplosione: il numero dei morti è salito a 11 e a oltre 190 quello dei feriti, secondo quanto scrive l'agenzia ufficiale Irna. Anche Ali Moayeri, comandante della polizia della provincia di Fars, di cui Shiraz è capoluogo, ha escluso stamane l'ipotesi di un attentato, spiegando che si potrebbe essere trattato dell'esplosione accidentale di alcuni ordigni che facevano parte di un'esposizione sulla guerra tra Iran e Iraq (1980-1988). L'esplosione è avvenuta ieri sera alle 21:15 (le 18:45 ora svizzera), dopo che nella moschea, affollata da centinaia di persone, un religioso sciita, l'hojatoleslam Anjavinejad, aveva tenuto un sermone contro la setta sunnita dei Wahabiti e quella dei Bahai, fedeli di una religione sincretistica fondata nel diciannovesimo secolo e messa al bando nella Repubblica islamica. Alcuni testimoni hanno riferito che l'esplosione è avvenuta dietro il settore riservato agli uomini, subito dopo la fine del discorso. Nella moschea si è quindi sviluppato un incendio. Altri hanno detto di avere visto i resti di alcune vittime portati via a pezzi. ATS
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