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Estero
Iran: embargo; scoperto traffico Israele-Teheran via Grecia
Redazione
13 anni fa

Trafficanti di armi israeliani hanno tentato di inviare in Iran pezzi di ricambio per caccia F-4 Phantom facendoli transitare attraverso la Grecia, non solo in piena violazione di un embargo sulla fornitura di armamenti a Teheran ma anche facendo affari con un Paese che ha più volte auspicato l'eliminazione dello Stato Ebraico. Ne dà notizia il quotidiano ateniese Kathimerini citando documenti di cui ha avuto visione. I documenti fanno parte di un'indagine del Dipartimento Usa per la Sicurezza Interna (HSI, Homeland Security Investigations) svolta in collaborazione con la sezione contro il traffico di armi e droga del dipartimento greco per i reati finanziari (Sdoe, l'equivalente della Guardia di Finanza italiana). In base alle carte visionate dal giornale, l'operazione per intercettare il carico clandestino è stata effettuata in due fasi, la prima nel dicembre del 2012 e la seconda nell'aprile 2013. In entrambi i casi, gli inquirenti hanno trovato in territorio greco diversi container pieni di pezzi di ricambio per gli F-4. Da successive indagini è emerso che i carichi erano stati inviati tramite corriere dalla località israeliana di Binyamina Giv'at Ada - pochi chilometri a Sud del porto mediterraneo di Haifa - con destinazione Iran, che dispone di un gran numero di F-4. La spedizione avveniva tramite una società greca fittizia registrata sotto il nome di Tassos Karras SA con sede nel quartiere ateniese di Votanikos. Dopo una serie di controlli, i funzionari dello Sdoe hanno accertato che la ditta era una società fantasma intestata ad un cittadino britannico residente a Salonicco di cui naturalmente non si è trovata traccia. Lo scorso novembre, un tribunale di Atene ha ordinato che i container fossero confiscati e consegnati alle autorità Usa. L'amministrazione di Washington ha imposto sanzioni nei confronti dell'Iran nel 1979, dopo una rivoluzione che rovesciò lo Scià, e le estese nel 1995 includendo anche le compagnie che facevano affari con il governo di Teheran

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