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Estero
Iran: elezioni; Khatami rinuncia, il sistema mi è contro
Redazione
13 anni fa

In Iran si è risolta con un forfait una delle tre incognite che stanno accompagnando la fase pre-elettorale per le presidenziali del 14 giugno: l'ex presidente Seyyed Mohammad Khatami, un riformista, ha lascito intendere che non si candiderà. Nel comunicarlo, Khatami ha avallato la candidatura di un altro ex presidente, Akbar Hashemi Rafsanjani: la seconda incognita accanto a quella che riguarda Esfandiar Rahim Mashaei, il consuocero del capo di Stato uscente e non più ricandidabile, Mahmud Ahmadinejad. Khatami, in dichiarazioni rilanciate oggi dalla versione cartacea di un giornale, ha ribadito che ci sono forze contrarie a una sua candidatura: "Contro di noi c'è gente che preferisce un'altra tendenza" rispetto al "voto del popolo", e sta "intimidendo" i candidati riformisti prevedendo che le loro candidature saranno bocciate dal Consiglio dei guardiani. La rinuncia si era intuita già sabato scorso, quando Khatami aveva lamentato una "soffocante atmosfera" in cui "giovani e classe media hanno perso ogni speranza". Erano state proprio le promesse sulla condizione giovanile e sull'allentamento dei costumi islamici (peraltro poi mai realmente attuato) a guadagnare a Khatami una popolarità che però, in alcuni ambienti iraniani, viene considerata limitata e meramente virtuale. Per questo la sua figura verrebbe tollerata, a differenza di quanto avvenuto per i leader del movimento di opposizione Mir Hossein Mussavi e Mehdi Karrubi, da oltre due anni ai domiciliari per stroncare un rilancio - in chiave "primavera islamica" - delle proteste scatenatesi nel 2009 contro la rielezione di Ahmadinejad. ATS

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