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Estero
Iran: elezioni, almeno 100 riformisti arrestati
Redazione
17 anni fa

Almeno cento riformisti iraniani sono stati arrestati nella notte. Tra loro vi è anche il fratello dell'ex presidente Mohammed Khatami. Lo ha dichiarato Mohammed Ali Abtahi, che fa parte del gruppo dei riformisti. "Sono stati portati via dalle loro case nella notte", ha detto Abtahi, aggiungendo di aspettarsi che nelle prossime ore vengano effettuati altri arresti. Già ieri pomeriggio diversi responsabili dei riformisti erano stati arrestati a Teheran, tra cui Mohsen Mirdamadi, capo del Fronte della partecipazione, vicino all'ex presidente Mohammad Khatami, Mustapha Tadjadeh, ex vice ministro dell'interno, Mohsen Aminzadeh, ex vice ministro degli esteri, e Abdollah Ramazanzadeh, già portavoce del governo durante la presidenza di Khatami. In carcere sono finiti anche la signora Zohreh Aghajari e Said Shariati, della squadra del candidato moderato Mir Hossein Mussavi sconfitto nelle elezioni presidenziali di venerdì. Il "New York Times" ipotizza, senza avere conferme, che perfino lo stesso Mussavi sia stato messo agli arresti. "Mussavi ha detto chiaramente ieri che non accetta il risultato del voto ed ha chiesto a tutti i suoi sostenitori di opporsi ai brogli. Ma non c'è alcuna notizia di una sua pubblica apparizione in tutta la giornata di sabato e ciò ha fatto circolare voci che potrebbe essere stato arrestato", scrive l'autorevole giornale americano. Per tutta la giornata di ieri e anche in nottata i sostenitori di Mussavi sono scesi a migliaia nelle strade e piazze di diverse zone della capitale, scontrandosi con le forze antisommossa dei Pasdaran, con un bilancio di diversi feriti e arrestati. Secondo il sito online della tv araba al-Arabiya, vi sono stati anche tre morti. Ancora a tarda sera lo slogan "morte al dittatore" si poteva udire ancora alzarsi da alcune piazze, insieme all'ululato delle sirene della polizia. Le stesse grida provenivano da gente radunata sui tetti e sulle terrazze di molte case. In questa atmosfera di crescente tensione, oltre alla rete di messaggi sms, bloccata già da due giorni, ieri sera anche le linee dei telefoni cellulari sono state tagliate. Il fine sembra essere quella di togliere la possibilità di comunicare ai sostenitori di Mussavi per organizzare i loro raduni. Anche l'accesso ai siti internet di Mussavi - dove nella notte è stato pubblicato un appello alla calma e a non fare ricorso alla violenza - e del candidato riformista Mehdi Karrubi è diventato quasi impossibile. ATS

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