
L'agenzia iraniana Isna ha confermato, citando un deputato, una notizia data in precedenza dal sito Tabnak secondo la quale sono due le persone rimaste uccise negli scontri di ieri a Teheran, quando migliaia di manifestanti dell'opposizione sono tornati in piazza. "Due persone sono diventate martiri e molte sono rimaste ferite", ha detto all'Isna il deputato Kazem Jalali, portavoce della commissione Sicurezza nazionale e politica estera, usando appunto il termine "martiri" che sembra indicare un'attribuzione della responsabilità della loro morte ai manifestanti stessi. In precedenza il capo della polizia, Ahmad Reza Radan, aveva detto che una persona era rimasta uccisa e nove agenti feriti quando membri dei Mujaheddin del Popolo, la principale organizzazione di opposizione in esilio, avevano aperto il fuoco durante la manifestazione. I Mujaheddin del Popolo hanno tuttavia negato oggi a Parigi la responsabilità degli spari: "queste affermazioni false, che non ingannano nessuno - si legge in un comunicato del Consiglio nazionale della resistenza iraniana (Cnri), di cui i Mujaheddin sono la principale componente - sono fabbricate dal regime, mentre tutti sanno che è il potere con i suoi organi a reprimere i manifestanti, sparando su di loro proiettili veri e gas lacrimogeni". ATS
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