
Il crollo del Rial, la valuta iraniana, sta battendo altri record e ormai punta ad una soglia psicologica che segnerebbe un deprezzamento di tre-quarti rispetto al dollaro in poco più di un anno con tutti i destabilizzanti effetti inflazionistici che questo comporta. Secondo siti specializzati e un ufficio di cambio di Teheran contattato dall'ANSA, stamattina servivano 39.600 Rial per comprare un dollaro dopo che vi erano stati - da almeno due giorni lavorativi - sfondamenti momentanei della soglia psicologica di 40 mila. Questo livello era stato toccato temporaneamente all'inizio di ottobre, quando la tensione valutaria aveva innescato proteste di piazza in varie città rivelatisi estemporanee. La crisi valutaria, che appare come miscela di effetti delle sanzioni petrolifero-finanziarie occidentali contro il programma nucleare iraniano sospettato di finalità militari e di fattori interni, dall'autunno scorso ha fatto precipitare il valore del Rial rispetto al dollaro con ricadute inflazionistiche che allarmano soprattutto i cittadini della classe media cittadina (ma meno le fasce di reddito inferiore, la maggioranza, che vivono in campagna). Media e parlamento attribuiscono la colpa del fenomeno anche al governo del presidente uscente Mahmud Ahmadinejad e alle istituzioni ad esso legate. Il crollo del Rial aveva avuto un culmine all'inizio di ottobre con un deprezzamento (analogo a quello attuale) di circa il 65% rispetto all'autunno precedente, quando viaggiava su quota 13.500 (le quotazioni media rilevate a fine anno erano scese a 10.500-12.500). ATS
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