
Clotilde Reiss, una giovane lettrice universitaria francese arrestata lo scorso anno durante le manifestazioni post-elettorali in Iran, potrà far ritorno nel suo Paese da domani, essendo stata oggi condannata ad una semplice pena pecuniaria. Lo ha detto il suo avvocato, Mohammad Ali Mahdavi-Sabet. La Francia "ha preso nota della decisione della giustizia" iraniana, ha detto da parte sua il ministero degli Esteri francese, aggiungendo di aspettarsi "il ritorno di Clotilde Reiss senza indugi". La Reiss, che ha 24 anni, era stata arrestata il primo luglio del 2009 mentre stava lasciano l'Iran dopo cinque mesi trascorsi come lettrice di francese all'università di Isfahan. L'accusa nei suoi confronti era quella di aver preso parte e diffuso via e-mail fotografie di manifestazioni di protesta contro la rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad, il 12 giugno, in una consultazione che secondo i candidati moderati e riformisti era stata falsata da massicci brogli. Dopo 45 giorni di carcere, era stata rilasciata su cauzione e da allora si trova nell'ambasciata francese a Teheran senza il permesso di lasciare il Paese. La giovane francese, ha detto il suo avvocato, ha subito una doppia condanna a cinque anni di reclusione ciascuna per "attività contro la sicurezza nazionale", ma la pena è stata commutata in una multa di 285 mila dollari, che lo stesso legale ha versato oggi. Domani, ha aggiunto il legale, dovrebbe esserle restituito il passaporto e quindi potrà rientrare in Francia. Ahmadinejad aveva fatto intendere che il rilascio della Reiss andava messo in relazione con quello di cittadini iraniani in carcere in Francia, ma non aveva fatto nomi. Parigi aveva reagito denunciando un "ricatto" e negando la possibilità di uno scambio. La libertà per la Reiss di lasciare il Paese, tuttavia, viene concessa solo otto giorni dopo che un ingegnere iraniano, Majid Kakavand, ha potuto lasciare la Francia, dove era detenuto dal marzo del 2009 su richiesta degli Stati Uniti, che lo accusavano di avere esportato verso l'Iran tecnologia 'dual use', utilizzabile cioé sia per scopi civili sia per la costruzione di armamenti. E il 18 maggio la Giustizia francese si deve pronunciare sulla richiesta di libertà condizionale per Ali Vakili-Rad, condannato all'ergastolo per l'uccisione a Parigi nel 1991 dell'ultimo primo ministro dello Scià, Shapur Bakhtiar. La magistratura iraniana ha intanto confermato in appello le condanne a morte di sei oppositori arrestati in seguito alle manifestazioni anti-governative. Lo ha reso noto oggi il procuratore di Teheran, Abbas Jafari-Dolatabadi. Due oppositori ventenni accusati di aver fatto parte di un gruppo monarchico erano stati giustiziati il 28 gennaio scorso. Mentre domenica scorsa un altro militante monarchico e quattro indicati come appartenenti al gruppo separatista curdo Pjak erano stati impiccati nel carcere di Evin a Teheran. ATS
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