
L'ufficio di Teheran dell'ex candidato riformista alle presidenziali iraniane Mehdi Karrubi, uno dei più duri critici del presidente Mahmud Ahmadinejad, è stato chiuso oggi per ordine del procuratore della capitale, secondo quanto ha riferito l'agenzia Ilna. L'agenzia aggiunge che lo stesso Karrubi e alcuni collaboratori che si trovavano nell'ufficio sono stati allontanati da uomini delle forze di sicurezza, che hanno anche sequestrato numerosi documenti. Mentre il redattore capo del sito dell'esponente riformista, Etemad Melli, è stato arrestato. Karrubi aveva denunciato nelle scorse settimane stupri compiuti in carcere su alcuni arrestati nelle manifestazioni seguite alle elezioni del 12 giugno e aveva detto di essere in possesso delle prove. Il quotidiano Sarmayeh scrive oggi che ieri le forze di sicurezza hanno fatto irruzione anche in un ufficio dell'ex candidato moderato Mir Hossein Mussavi che si occupa delle inchieste sul trattamento degli arrestati e hanno portato via con loro diversi documenti. Il procuratore di Teheran, Abbas Jafari Dolat-Abadi, è stato nominato soltanto il mese scorso in sostituzione di Said Mortazavi, considerato un irriducibile avversario dei riformisti. Il capo della polizia iraniana, Esmail Ahmadi-Moqaddam, ha intanto avvertito che sarà repressa qualsiasi manifestazione che l'opposizione dovesse organizzare per il 18 settembre, ultimo venerdì del mese di Ramadan, quando in Iran si celebra la cosiddetta 'Giornata di Qods' (Gerusalemme), con manifestazioni ufficiali contro Israele e a sostegno dei palestinesi. "Non si ripeterà quando successo in giugno", ha detto Ahmadi-Moqaddam, citato dall'agenzia Fars, riferendosi alle manifestazioni di protesta contro la rielezione di Ahmadinejad. Nelle ultime settimane sono circolate sui siti iraniani notizie su raduni che gli oppositori di Ahmadinejad programmerebbero proprio per il 18 settembre. Dal canto suo Ahmadinejad ha revocato oggi la nomina di due nuovi ministri che aveva presentato per il voto di fiducia al Parlamento, tra i quali una donna, Fatemeh Alia, proposta per il dicastero dell'Istruzione. Il 3 settembre il Parlamento aveva negato il voto di fiducia per lo stesso ministero ad un'altra donna, Susan Keshavarz, mentre una donna ginecologa, Marzieh Vahid Dastjerdi, era stata accettata come nuovo ministro della Salute. Nelle ultime settimane diversi religiosi conservatori hanno espresso il loro disappunto per la nomina di ministri donne. E oggi un deputato, Mohammad Hassan Abu-Torabi, ha detto che la marcia indietro di Ahmadinejad è stata decisa dopo che ieri, ricevendo il presidente e il suo governo, la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, aveva invitato il nuovo esecutivo ad essere "aperto alle critiche". ATS
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