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Estero
Iran: centrifughe e reattore Arak nodo colloqui
Redazione
13 anni fa

Le centrifughe iraniane di ultima generazione e il reattore ad acqua pesante in costruzione ad Arak sono fra le "questioni delicate" che devono essere affrontate nel negoziato fra Iran e potenze del 5+1 per l'accordo definitivo sul nucleare iraniano. Lo ha detto un componente della squadra negoziale iraniana all'antivigilia dell'avvio di queste trattative, dopodomani a Vienna, sul programma nucleare della Repubblica islamica sospettato di avere finalità militari. Il negoziatore, Hamid Baeedinejad, in dichiarazioni all'agenzia ufficiale Irna ha avvertito che Teheran non rinuncerà né ad ammodernare ancora il proprio parco di centrifughe con cui viene arricchito l'uranio né a costruire il controverso reattore. L'Iran possiede più di 19 mila centrifughe di cui solo circa 10.400 sono in funzione. Le apparecchiature di prima generazione (le IR-1) sono quasi altrettante mentre un migliaio quelle di seconda generazione (IR-2m, da tre a cinque volte più potenti delle prime). Test su una terza e quarta generazione erano stati annunciati a dicembre e il mese scorso era stato rivelato il possesso di centrifughe "15 volte più potenti". L'impianto di Arak preoccupa perché, come prodotto di scarto, genererà plutonio: una preoccupazione per parte della comunità internazionale dato che questo elemento radioattivo potrebbe costituire una via alternativa, accanto a quella dell'uranio arricchito, verso gli ordigni atomici. Fin da dicembre Washington ha affermato che Arak andrebbe smantellata nell'ambito di un accordo finale.

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