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Estero
Iran: centinaia di migliaia in piazza per Mussavi, un morto
Redazione
17 anni fa

Teheran ha vissuto oggi la giornata più drammatica dalle contestate presidenziali del 12 giugno. Centinaia di migliaia di sostenitori dell'ex candidato moderato Mir Hossein Mussavi hanno invaso il centro di Teheran per una manifestazione vietata dal governo che ha ricordato gli immensi raduni della rivoluzione di 30 anni fa. A conclusione del corteo, un manifestante è rimasto ucciso e altri feriti quando sconosciuti hanno aperto il fuoco contro la folla. Un fotografo della AP ha riferito che il manifestante ucciso è stato colpito in fronte davanti ad una sede, che in quel momento era in fiamme, dei Basiji, i miliziani islamici fedelissimi del governo del presidente Mahmud Ahmadinejad. Secondo il fotografo, a sparare sono stati miliziani appostati in abiti civili sul tetto dell'edificio assaltato dai manifestanti. Mussavi, che oggi era alla testa della manifestazione, era stato ricevuto ieri sera dalla Guida Suprema, ayatollah Ali Khamenei, dopo aver presentato al Consiglio dei Guardiani una richiesta formale di annullamento del risultato del voto, da cui è uscito vincitore Ahmadinejad. Khamenei aveva raccomandato a Mussavi e ai suoi sostenitori la "calma". Il candidato sconfitto, aveva aggiunto la Guida, deve proseguire la sua azione solo "attraverso le vie legali". Cioè seguire l'iter del ricorso al Consiglio dei Guardiani, al quale lo stesso Khamenei ha chiesto di esaminare "con precisione" il caso. Khamenei ha anche detto che gli incidenti avvenuti nei giorni scorsi a Teheran sono stati il risultato di "provocazioni dei nemici". L'agenzia PeaceReporter, vicina ad Emergency, ha scritto oggi che negli scontri, tra sabato e domenica, sarebbero morte cinque persone, tre ragazzi e due ragazze. Fino ad oggi nessuna fonte dell'opposizione a Teheran ha dato notizia di morti. La convulsa giornata di oggi si era aperta con la notizia della messa al bando del giornale di Mussavi, Kalameh Sabz, e con l'annuncio del ministero dell'Interno che il raduno previsto dei suoi seguaci era illegale. Poco dopo, da Mosca, arrivava l'annuncio che Ahmadinejad aveva deciso di rinviare l'inizio di una missione in Russia, che era prevista per oggi. Qualche ora dopo Mussavi e un altro candidato alle elezioni, il riformista Mehdi Karrubi, che ieri aveva detto di "non riconoscere" Ahmadinejad come presidente, facevano sapere che, essendo troppo tardi per revocare il raduno, sarebbero scesi ugualmente fra la folla per "invitare alla calma". Reza Khatami, fratello di Mohammad Khatami, affermava che altrettanto avrebbe fatto l'ex presidente riformista, sostenitore di Mussavi. Verso le 16.00 non più di qualche centinaio di manifestanti si è radunato sulla piazza Enghelab, da dove il corteo doveva partire. Ma, non appena si è incamminato verso la Piazza Azadi, punto d'arrivo, si è ingrossato ad una velocità impressionante, con migliaia di persone che confluivano dalle strade laterali, incoraggiati dal fatto che gli agenti anti-sommossa, schierati in forze, non accennavano ad intervenire. ATS

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