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Israele bombarda il Libano, l'Iran: «Violato l'accordo, tregua e colloqui irragionevoli»
©Emilio Morenatti
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16 ore fa
Su Beirut «il più grande attacco del 2026»: panico nelle strade, decine di morti – Israele e Stati Uniti affermano che il Libano non fa parte dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
7 minuti fa
Il Libano decreta per domani una giornata di lutto nazionale

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha decretato per domani, giovedì 9 aprile, «una giornata di lutto nazionale in omaggio ai martiri e ai feriti degli attacchi israeliani che hanno colpito centinaia di civili». Lo comunica l'ufficio del premier citato dal quotidiano libanese L'Orient Le Jour.

Salam «continua a mantenere i contatti con i fratelli arabi e i leader internazionali al fine di porre fine alla macchina da guerra israeliana», conclude la nota.

7 minuti fa
Ankara condanna i raid in Libano

La Turchia «condanna fermamente» gli attacchi israeliani in Libano e invita la comunità internazionale ad agire per «porre fine all'occupazione israeliana»: lo afferma il ministero degli Affari Esteri in un comunicato.

«Condanniamo fermamente gli attacchi israeliani che si sono intensificati contro il Libano, causando numerose vittime. Questi attacchi aggravano la situazione umanitaria nel Paese», dice la nota.

8 minuti fa
Vance: «Sta all'Iran decidere se far saltare la tregua per il Libano»

Sta all'Iran decidere «se far saltare» la tregua a causa del Libano. Il vicepresidente americano JD Vance ha detto a Teheran di «fare il passo successivo» verso la pace, altrimenti gli Stati Uniti valuteranno «molte opzioni» per tornare in guerra.

«Credo che il presidente Trump abbia ottenuto un buon accordo per il popolo americano. Ma fondamentalmente, gli iraniani devono fare il passo successivo, altrimenti il ;;presidente ha a disposizione molte opzioni per tornare in guerra», ha aggiunto Vance.

9 minuti fa
«Il Libano è una condizione essenziale per la tregua»

Il cessate il fuoco in Libano è una delle »condizioni essenziali« poste dall'Iran nel suo piano in dieci punti, che costituisce la base della tregua con gli Stati Uniti. Lo ha affermato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian in una telefonata con Emmanuel Macron, citato da Isna. Il leader iraniano ha »sottolineato la necessità di un cessate il fuoco in Libano e ha ribadito che questa richiesta era una delle condizioni essenziali del piano in dieci punti dell'Iran«, che il presidente statunitense Donald Trump ha descritto come »una base praticabile per i negoziati« con Teheran, oltre la tregua di due settimane concordata.

10 minuti fa
Vance attacca i media, «infondati i 10 punti sulle proposte pace Usa-Iran''

«Ho visto diverse testate - Nyt, Cnn e altre - riprendere e diffondere l'originale proposta in 10 punti, basandosi su poco più che un tizio a caso in Iran che l'aveva inviata a una tv pubblica locale; e poi le ho viste sostenere che quella proposta rappresentasse, in qualche modo, la posizione negoziale del governo». Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance, sulle proposte di pace in 10 punti tra Usa e Iran, «rivelatesi infondate».

Vance ha detto che «gli iraniani pensavano che il cessate il fuoco includesse il Libano, ma non era affatto così», secondo Fox News. Vance guiderà la delegazione Usa nei colloqui di pace a Islamabad.

un'ora fa
L'Iran: «Violato l'accordo, tregua e colloqui irragionevoli»

Tre dei dieci punti proposti da Teheran per un accordo di tregua con gli Usa e definiti da Donald Trump come «una buona base di negoziazione» sono stati «apertamente e chiaramente violati»: lo sottolinea in una nota il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf, capo negoziatore degli ayatollah, avvertendo che «in questa situazione una tregue bilaterale e i colloqui sono irragionevoli».

Nella nota, Ghalibaf punta il dito, tra l'altro, sulla «violazione» del punto che «includeva anche il Libano» nella tregua.

Oltre al punto sul Libano, tra le «tre clausole» della proposta iraniana considerate non rispettate, il presidente del Parlamento iraniano ha indicato anche altri due aspetti: il «divieto di qualsiasi ulteriore violazione dello spazio aereo iraniano», denunciando «l'intromissione di un drone», e «la negazione del diritto dell'Iran all'arricchimento dell'uranio», diritto che invece «era incluso al punto sei dell'accordo».

un'ora fa
Israele: «Da domani riaprono i luoghi santi di Gerusalemme»

La polizia israeliana ha annunciato che i luoghi santi di Gerusalemme, chiusi a causa delle misure di sicurezza adottate durante la guerra con l'Iran, riapriranno domani.

«In seguito alle linee guida aggiornate del Comando del Fronte Interno, a partire da domani mattina, giovedì 9 aprile 2026, i luoghi santi della città di Gerusalemme riapriranno ai visitatori e per la preghiera», ha annunciato la polizia.

2 ore fa
Libano, «almeno 254 morti e oltre mille feriti negli attacchi di oggi»

Il totale delle vittime degli ultimi attacchi israeliani sul Libano è salito a 254 morti e 1.165 feriti. Lo rende noto la direzione generale della Protezione Civile del Libano in una dichiarazione diffusa sui sociale, in base ai dati disponibili presso i suoi centri sul territorio libanese.

In particolare, solo a Beirut risultano 92 morti e 742 feriti e nei sobborghi meridionali della capitale 61 morti e 200 feriti.

2 ore fa
Istanbul, 200 arresti dopo l'attacco al consolato israeliano

Le forze di sicurezza turche hanno arrestato quasi 200 persone in un'operazione su scala nazionale all'indomani della sparatoria avvenuta fuori dal consolato israeliano a Istanbul. Lo ha dichiarato il ministro della Giustizia Akin Gurlek.

Gurlek ha spiegato su X che gli agenti hanno arrestato 198 sospetti in un'operazione simultanea in 34 province contro «l'organizzazione terroristica Daesh», altro nome per il gruppo dello Stato Islamico.

Ieri, un uomo armato è stato ucciso e altri due feriti nella sparatoria con la polizia fuori dal consolato, mentre due agenti sono rimasti leggermente feriti.

2 ore fa
In centinaia manifestano a Zurigo contro la guerra in Iran

Diverse centinaia di persone hanno manifestato questa sera sulla Helvetiaplatz a Zurigo contro la guerra in Iran. Sugli striscioni hanno chiesto «la fine della guerra imperialista di aggressione» e l'autodeterminazione per il popolo iraniano.

La manifestazione era autorizzata dalla polizia e si è svolta in modo pacifico, come ha constatato un fotografo di Keystone-ATS sul posto. Già in precedenza gli organizzatori avevano annunciato che non avrebbero tollerato bandiere di regimi dittatoriali.

Tra queste rientrano anche la bandiera monarchica iraniana con il leone al centro. Reza Pahlavi, figlio e omonimo dell'ultimo scià di Persia, non rappresenta un'alternativa al regime iraniano, hanno sottolineato gli organizzatori della manifestazione, ossia il Movimento per il Socialismo e il Partito del Lavoro.

5 ore fa
«Il Libano non fa parte dell'accordo sulla tregua»

Israele e Stati Uniti affermano che il Libano non fa parte dell’accordo di cessate il fuoco con l’Iran. Lo riferisce la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, citata dalla piattaforma Axios.

6 ore fa
Iran: «Bloccato il transito a Hormuz dopo i raid israeliani in Libano»

Il transito delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato interrotto in seguito agli attacchi israeliani contro il Libano. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars, legata ai Pasdaran, su X.

La Fars riferisce pure che due petroliere sono state autorizzate a transitare nello Stretto questa mattina, dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti. «Contemporaneamente agli attacchi israeliani contro il Libano, il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato bloccato», riporta l'agenzia.

Se il cessate il fuoco in vigore viene violato, «il regime sionista ne sarà responsabile e puniremo l'aggressore. La calma derivata dalla riapertura guidata dello Stretto di Hormuz finirà rapidamente», ha messo in guardia un funzionario di alto rango della sicurezza iraniana a Press Tv a condizione di anonimato.

Il mondo sta assistendo alla violazione «da parte del regime sionista» di un cessate il fuoco «fragile e temporaneo», ha proseguito il funzionario, sottolineando che l'Iran «potrebbe passare in qualsiasi momento a una difesa su larga scala».

Sempre secondo la fonte, violando la tregua Tel Aviv «sta aumentando il costo dell'accordo per gli Stati Uniti. Ora è il momento che il Paese mediatore intervenga e metta questo regime aggressivo al suo posto».

6 ore fa
Libano, colpito dall'esercito israeliano un mezzo italiano dell'Unifil

Un 'Lince' - un veicolo tattico leggero multiruolo - in dotazione all'esercito italiano è stato raggiunto da colpi di avvertimento delle forze armate israeliane in Libano. Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, citate dall'Ansa, il veicolo era in una colonna con diversi altri mezzi - a guida italiana - dell'Unifil (la missione dell'Onu attiva nel Paese) e stava andando a fare rifornimento. I colpi hanno interessato gli pneumatici e il paraurti.

«I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo, per fortuna non c'è nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare», ha detto il ministro degli esteri di Roma Antonio Tajani. «Ho appena dato indicazioni di convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano», ha poi scritto su X.

Toni duri, sullo stesso social, anche da parte del ministro della difesa Guido Crosetto. «Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu», ha affermato, precisando che «episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi».

6 ore fa
Iran: «Abbattuto un drone israeliano nel sud del Paese»

Le forze iraniane hanno abbattuto un drone Hermes di fabbricazione israeliana mentre sorvolava la città di Lar, nel sud del Paese. A riferirlo è la televisione di Stato di Teheran, che cita una dichiarazione dei pasdaran.

«Pochi minuti fa, un drone Hermes 900 è stato intercettato e distrutto dai sistemi di difesa aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie», si legge nella dichiarazione riportata dall'emittente Irib. «L'ingresso di qualsiasi velivolo americano o sionista nei cieli del Paese sarà considerato una violazione del cessate il fuoco e verrà data una risposta decisiva».

7 ore fa
Hegseth: «Controlliamo il loro destino, ora la pace è possibile»

«Siamo noi che controlliamo il loro destino e non viceversa, ecco perché si sono seduti al tavolo dei negoziati». E ora, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane, «c'è la possibilità di una pace vera e di un accordo reale».

Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo degli Stati maggiori riuniti Dan Caine, dopo l'accordo per un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran.

Parlando dell'abbattimento, da parte dell'Iran, di un caccia americano con a bordo due piloti, Hegseth ha affermato che l'Iran «è stato fortunato una volta in 40 giorni», la durata del conflitto.

Hegseth ha poi dichiarato che le forze americane rimarranno nella regione durante il cessate il fuoco. «Rimarremo nei paraggi, non andremo da nessuna parte», ha detto il Segretario alla Difesa durante il briefing sull'operazione «Epic Fury».

Ha inoltre spiegato che le forze armate Usa nella regione «garantiranno che l'Iran rispetti questo cessate il fuoco», incluso il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

L'uranio arricchito di cui l'Iran è in possesso è attualmente «sepolto» e gli Stati Uniti lo stanno «monitorando», ha aggiunto il Segretario alla Difesa americano.

«Sappiamo esattamente cosa possiedono, e lo sanno anche loro, e o ce lo consegneranno, come ha già detto il presidente - ce lo consegneranno volontariamente, lo prenderemo, lo porteremo via - oppure, se necessario, faremo qualcos'altro da soli, come abbiamo fatto con l'operazione 'Midnight Hammer', ci riserviamo questa possibilità», ha affermato Hegseth, riferendosi all'operazione statunitense contro gli impianti nucleari iraniani del giugno 2025.

Il capo del Pentagono ha poi parlato di Israele definendolo un «alleato coraggioso, capace e disponibile» degli Stati Uniti, mentre «il resto del mondo e il resto dei cosiddetti alleati dovrebbero prendere appunti», vedendo «quali sono le reali capacità».

7 ore fa
«Emirati colpiti da 17 missili e 35 droni nonostante il cessate il fuoco»

Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato che 17 missili e 35 droni iraniani hanno preso di mira il loro territorio, nonostante l'annuncio americano di una tregua di due settimane con la Repubblica islamica. In un post su X il ministero della Difesa di Dubai ha affermato che «gli attacchi iraniani, perpetrati dopo l'entrata in vigore della tregua, sono stati neutralizzati dalle nostre difese aeree».

8 ore fa
«Va garantita la libertà di navigazione a Hormuz»

«I nostri governi contribuiranno a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz». Lo affermano in una nota congiunta i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney.

«Chiediamo a tutte le parti di attuare il cessate il fuoco, anche in Libano», indicano i leader.

Dopo l'annuncio del cessate il fuoco di due settimane, scrivono i capi di governo e delle istituzioni Ue, «l'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici».

«Incoraggiamo - ribadiscono i leader - vivamente rapidi progressi verso una soluzione negoziata sostanziale. Ciò sarà fondamentale per proteggere la popolazione civile dell'Iran e garantire la sicurezza nella regione. Può scongiurare una grave crisi energetica globale. Sosteniamo questi sforzi diplomatici. A tal fine, siamo in stretto contatto con gli Stati Uniti e altri partner».

8 ore fa
«Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico»

Una massiccia ondata di raid israeliani ha colpito il Libano e in particolare la capitale Beirut nell'arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della città, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Il ministro della Salute libanese, Rakan Nassereddine, ha parlato di centinaia fra morti e feriti in tutto il Paese.

Lo riporta l'agenzia di stampa Nna. Il quotidiano israeliano Haaretz riferisce che i morti sarebbero decine.

Da parte sua il segretario generale della Croce rossa libanese, George Kettaneh, ha detto all'emittente libanese MTV: «La situazione è tragica, con molte vittime intrappolate sotto le macerie e interi edifici crollati in diverse zone». Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti.

Diverse testimonianze parlano di «scene apocalittiche», con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione.

Le stesse fonti hanno lanciato un appello urgente alla popolazione per la donazione di sangue. Le operazioni di soccorso sono in corso in diverse zone colpite, con ambulanze e squadre di emergenza impegnate a raggiungere i siti bombardati in un contesto reso difficile dalla simultaneità degli attacchi e dai danni alle infrastrutture. Per questo motivo il ministero della Salute ha invitato la popolazione a «liberare le strade della capitale», affinché «i mezzi di soccorso possano svolgere il loro lavoro».

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato, come riporta il Time of Israel, di aver sganciato 160 bombe su 100 centri di comando di Hezbollah e altre infrastrutture militari in soli dieci minuti. L'ondata di attacchi, internamente denominata «Oscurità eterna», si è svolta tra Beirut, la valle della Beqaa e il Libano meridionale.

Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lanciato un appello agli amici del suo Paese affinché intervengano per porre fine agli attacchi israeliani.

Il cessate il fuoco di due settimane con l'Iran decretato nella notte dal presidente americano Donald Trump «non include il Libano», ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. «La battaglia continua in Libano», ha poi dichiarato l'esercito di Tel Aviv.

8 ore fa
Trump: «Dazi al 50% per chi fornisce armi all'Iran»

«Un Paese che fornisce armi militari all'Iran sarà immediatamente soggetto a un dazio del 50% su tutti i beni venduti agli Stati Uniti d'America, con effetto immediato. Non ci saranno esclusioni o esenzioni!». Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

«Gli Stati Uniti collaboreranno strettamente con l'Iran che, a nostro avviso, ha attraversato un cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell'uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l'Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la »polvere« nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondità. Questa è, ed è stata, sotto stretta sorveglianza satellitare (Space Force!). Nulla è stato toccato dalla data dell'attacco», sottolinea Trump su Truth.

«Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato», prosegue Trump su Truth.

Il presidente degli Stati Uniti in una conversazione telefonica con Sky News aveva affermato di ritenere l'accordo «buono», ma aveva aggiunto che se non dovesse risultare efficace gli Stati Uniti sarebbero pronti a tornare in guerra: «Ci torneremmo subito, con estrema facilità», aveva affermato ha affermato.

8 ore fa
Idf: «Completata la più grossa ondata di raid su Hezbollah»

Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall'inizio dei combattimenti, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti.

Secondo quanto riferito dall'Idf, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c'erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall'organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d'élite Radwan.

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