
La Svizzera finanzia il terrorismo: lo afferma, in un'inserzione pubblicata sui maggiori giornali svizzeri e americani, la "Lega contro la diffamazione degli ebrei", con sede negli Stati Uniti, che critica violentemente la recente visita della consigliera federale Micheline Calmy-Rey a Teheran e il contratto miliardario per la fornitura di gas stipulato da un'azienda elvetica e un'impresa statale iraniana. Immediata a Berna la reazione del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE): il contratto rispetta le disposizioni delle Nazioni Unite e anche le direttive commerciali americane. "Se lei finanzia uno stato terrorista, finanzia il terrorismo", afferma la AntiDefamation League (ADL), rivolgendosi a Calmy-Rey. Di quel contratto approfitteranno gli hezbollah libanesi, Hamas e altre organizzazioni terroristiche in Europa e ovunque nel mondo, si legge nell'inserzione pubblicata dalla "Neue Zürcher Zeitung", "Le Temps" e dagli statunitensi "New York Times" e "Wall Street Journal". I rimproveri formulati dall'organizzazione ebraica, ha controbattuto il portavoce del DFAE Lars Knuchel, non corrispondono alla realtà. Il contratto per la fornitura di gas iraniano alla Svizzera, ha aggiunto, è pienamente conforme alle sanzioni decise dall'ONU e anche alle direttive americane sul commercio con Teheran, il cosiddetto "Iran Sanctions Act". Un notevole numero di paesi intrattengono con l'Iran relazioni commerciali molto più strette e più intense di quanto faccia la Svizzera, ha affermato Knuchel, precisando che al giorno d'oggi i principali partner sono il Giappone e l'Unione europea. L'ADL non è la prima organizzazione ebraica a criticare l'intesa commerciale tra Svizzera e Iran. In precedenza aveva infatti espresso il proprio malcontento il Congresso ebraico mondiale (WJC), senza contare il disappunto e la delusione espressi da Israele e dagli stessi Stati Uniti, paese quest'ultimo che ha chiesto di poter visionare il contratto nel dettaglio. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

