
Un alto funzionario iraniano ha accusato oggi gli Stati Uniti di avere assoldato gli autori dell'attentato di ieri contro una moschea sciita, che è costato la vita a una ventina di persone. "È stato accertato che gli organizzatori dell'attentato sono stati assoldati in America", ha dichiarato Jalal Sayyah, alto funzionario dell'amministrazione provinciale del Sistan-Baluchistan. Il funzionario ha anche detto che tre persone sono state arrestate. Secondo alcune fonti i morti a causa dell'attentato alla moschea sciita di Zahedan, al confine con Pakistan e Afghanistan, sono 19; secondo altre sono 23. Sayyah, accusando gli americani, li ha definiti "agenti dell'arroganza" come è consuetudine nella Repubblica islamica. L'Imam della preghiera di Zahedan, citato dall'agenzia ufficiale iraniana Irna, ha affermato che "uno dei principali sospettati è stato arrestato". L'Iran accusa regolarmente gli Usa di sostenere organizzazioni a sfondo etnico alle frontiere e specialmente nel Baluchistan, circostanza che Washington ha sempre negato. Il 19 maggio la guida suprema Ali Khamenei ha accusato gli Usa di "formare dei terroristi" nel Kurdistan iracheno per poi inviarli in Iran. "Gli americani distribuiscono armi e denaro", ha detto alludendo al gruppo separatista curdo Pjak, che spesso fa incursioni in territorio iraniano. Secondo le autorità di Teheran l'attentato di ieri è stato compiuto da un gruppo sunnita ribelle, Jundollah (soldati di Dio) che opera nella zona frontaliera del Baluchistan ed è sostenuto da Washington e Londra sebbene abbia legami anche con al Qaida. ATS
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