
Con un discorso in cui ha promesso "cambiamenti" ma anche di "resistere alle potenze dell'oppressione", il presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, rieletto nelle contestate presidenziali del 12 giugno, ha prestato giuramento per il suo secondo mandato davanti al parlamento. I leader dell'opposizione e molti dei parlamentari riformatori erano assenti dall'aula, mentre fuori alcune centinaia di oppositori hanno cercato di inscenare una protesta ma sono stati dispersi da polizia e da miliziani basiji, che avrebbero compiuto alcuni arresti, fra cui una donna. Dopo la formula del giuramento alla religione di stato, alla repubblica islamica e la costituzione, Ahmadinejad ha esordito dicendo che "l'epopea delle elezioni presidenziali del 12 giugno é l'inizio di importanti cambiamenti in Iran e nel mondo". Il presidente ultraconservatore, che le opposizioni e molti Paesi occidentali accusano di essere stato rieletto in elezioni pilotate dal regime, ha letto un passo conciliante, dicendo che l'Iran "sul piano internazionale cerca pace e sicurezza", ma ha poi messo in chiaro che "siccome noi vogliamo questo per tutta l'umanità, ci opponiamo all'ingiustizia, all'aggressione e alla prepotenza di alcuni Paesi". "Noi resisteremo agli oppressori e continueremo ad agire per cambiare i meccanismo discriminatori nel mondo a beneficio di tutte le nazioni", ha detto. Ahmadinejad ha quindi liquidato le mancate congratulazioni di alcuni Paesi occidentali al suo insediamento, Stati Uniti in testa, dicendo: "Abbiamo udito che alcuni leader dell'Occidente hanno deciso di riconoscere il nuovo governo ma di non congratularsi con esso". "Beh, nessuno in Iran sta aspettando i vostri messaggi", ha detto Ahmadinejad. In aula non si sono fatti vedere né l'ex presidente Akhbar Rashemi Rafsanjani, né il leader moderato Mir Hossein Mussavi, come neanche il leader riformatore Mehdi Karrubi o l'ex presidente riformatore Mohammad Khatami. Presenti solo 13 dei 70 parlamentari riformatori. Infine stamani si è appreso che due giornalisti di opposizione, fra cui Mir Hamid Hassanzadeh, stretto collaboratore e stratega della campagna elettorale presidenziale di Mussavi, di cui fino a poco tempo fa curava il sito, Ghalamnews. Lo dicono la tv pubblica Press Tv e anche il giornale d'opposizione Sarmayeh, secondo il quale oltre a Hassanzadeh è stato arrestato anche un altro giornalista, redattore di un giornale che ha appoggiato Mussavi. ATS
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