
La polizia iraniana ha arrestato 40 persone sospettate di esser coinvolte nel doppio attentato suicida contro la moschea di Zahedan, costato la vita a 27 persone e il ferimento di altre 160. Lo riferisce l'agenza stampa Fars. Il vicecapo della polizia Ahmad Reza Radan ha affermato che i 40 arrestati volevano creare caos e insicurezza nella città di Zahedan dopo gli attacchi. La strage è stata rivendicata dal gruppo sunnita Jundollah (Soldati di Allah) in rappresaglia per l'esecuzione, il mese scorso, del loro leader Abdolmalik Rigi. Ma l'Iran ha già accusato gli Usa e Israele di essere coinvolti, accuse ovviamente prontamente respinte al mittente. Ieri anzi il presidente Usa Barack Obama e il segretario di Stato Hillary Clinton hanno espresso una ferma condanna dell'attentato. ATS
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