

Attacchi statunitensi hanno distrutto una torre di monitoraggio del traffico marittimo sulla costa iraniana del Makran. Lo scrive Tasnim, agenzia legata ai Pasdaran nel suo account su X.
«Le forze degli aggressori statunitensi e i loro alleati hanno completamente distrutto la torre di monitoraggio del traffico marittimo sulla costa del Makran, in un'azione contraria al diritto internazionale, alle 4:30 di questa mattina».
La torre di controllo, per gli iraniani, «era responsabile del compito cruciale di monitorare le attività dei pescatori locali, dirigere le operazioni di ricerca e salvataggio e gestire il traffico marittimo per il settore commerciale, senza alcun utilizzo militare previsto».
Otto membri di un gruppo armato curdo di opposizione irachena sono stati uccisi da raid nella regione del Kurdistan iracheno. Lo ha dichiarato il partito in esilio, attribuendo l'attacco a Teheran. Idriss Kohlwazi, del partito Komala, ha dichiarato che «il regime iraniano ha attaccato con droni e razzi un campo appartenente al partito», vicino alla città di Sulaimaniyah, nelle prime ore del mattino.
L'episodio in Iraq si inserisce nel contesto di una rinnovata escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Durante la guerra in Medio Oriente, la regione del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi e compagnie petrolifere straniere, nonché ribelli curdi iraniani in esilio, è stata un obiettivo primario per gli attacchi condotti dall'Iran e dai gruppi armati iracheni filo-iraniani. Stamattina, ad Erbil, capitale del Kurdistan, la coalizione anti-jihadista guidata dagli Stati Uniti ha dichiarato di aver abbattuto diversi droni nel secondo incidente di questo tipo avvenuto in città in settimana. Erbil ospita un importante complesso consolare statunitense e il suo aeroporto accoglie consiglieri militari della coalizione. Mercoledì scorso la coalizione guidata dagli USA aveva annunciato di aver abbattuto altri otto droni sopra Erbil.
Solo tre navi mercantili hanno attraversato ieri lo Stretto di Hormuz, il numero più basso di transiti giornalieri da maggio.
Lo scrive Al Jazeera citando dati di navigazione e aggiungendo che la maggior parte delle navi si è fermata o ha fatto inversione di rotta a seguito dei recenti attacchi iraniani contro le imbarcazioni e della ripresa del blocco navale statunitense contro le navi dirette all'Iran.
La Miraan, una petroliera soggetta a sanzioni che trasporta olio combustibile, e la Norita, una piccola nave che trasporta gas di petrolio liquefatto, sono uscite dallo stretto ieri attraverso la rotta iraniana, ma si sono fermate nel Golfo dell'Oman, dove è in vigore il blocco statunitense, secondo i dati di Kpler aggiornati alle 5.13 Gmt di oggi (le 7.13 in Svizzera).
La Arolia, una petroliera per il rifornimento di carburante irachena utilizzata per rifornire le navi in mare, ha fatto inversione di rotta per tornare nel Golfo poche ore dopo essere uscita dallo stretto oggi, secondo i dati di Lseg.
Il ministero della Salute iraniano ha affermato oggi che 38 persone sono state uccise e oltre 400 ferite negli attacchi statunitensi contro l'Iran a partire dal 22 giugno. Secondo il bilancio, alle 6.30 ora locale (le 4 del mattino in Svizzera) di oggi «il numero dei feriti negli attacchi statunitensi ha superato i 400 ,e 38 compatrioti sono morti da martiri», ha dichiarato su X Hossein Kermanpour, portavoce del ministero. Tra le vittime ci sono tre donne e un minore, ha aggiunto.
Gli Stati Uniti hanno lanciato diversi attacchi contro infrastrutture centrali iraniane: l'aeroporto di Iranshahr, la torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e un ponte nella regione di Bandar--e Khamir, in Iran. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim e Fars. «Il nemico ha preso di mira una torre di telecomunicazioni su una collina nella città di Bandar Abbas, causando un'interruzione di corrente nella zona». Tasnim ha anche affermato che sette persone sono rimaste ferite in un attacco statunitense contro un'area della città nel sud dell'Iran. L'agenzia Fars riporta inoltre un presunto attacco statunitense a un ponte nella regione di Bandar-e Khamir, un collegamento vitale tra Bandar Abbas e Lar.
Gli Stati Uniti hanno completato la loro ultima serie di attacchi all'Iran colpendo decine di target militari. Lo afferma il centro di comando Usa Centcom, sottolineando che è stata la sesta serata consecutiva di raid. «Su ordine del commander-in-chief, le forze americane stanno indebolendo ulteriormente le capacità militari iraniane. Più di 50.000 soldati stanno operando in Medio Oriente e restano vigili, letali e pronti».
«Colpiti diversi ponti in Iran»
Gli Stati Uniti hanno colpito diversi ponti in Iran nel tentativo di interrompere le vie di rifornimento verso una città portuale e base navale nello Stretto di Hormuz, usata dall'Iran per attaccare le navi. Lo afferma un funzionario americano al Wall Street Journal. Secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana Irib, nel mirino americano sarebbe finita Bandard Abbas, che ospita una base del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ed è cruciale per consentire all'Iran di proiettare forza nello Stretto.
Iran: «Colpiti radar USA in Oman»
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (pasdaran) hanno affermato da parte loro di aver distrutto un radar di controllo aereo statunitense nella regione di Ghanem, in Oman, e un radar di controllo marittimo su scogli nello Stretto di Hormuz, nelle acque che separano l'Iran dall'Oman. Lo riferisce al Jazeera. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato, in un comunicato, che nella tredicesima ondata di attacchi iraniani in corso «l'operazione di rappresaglia continua con determinazione» e che lo strategico tratto navigabile «rimane nelle mani degli ammiragli della Marina delle Guardie Rivoluzionarie». I pasdaran hanno inoltre dichiarato di aver preso di mira una base militare statunitense in Kuwait, colpendo un radar di difesa missilistica, diversi depositi di armi strategici e due lanciatori di missili terra-terra Himars. Lo riferisce al Jazeera citando l'agenzia di stampa Mehr.
«Le operazioni di rappresaglia continueranno»
L'attacco è stato condotto in rappresaglia per le recenti incursioni statunitensi contro infrastrutture civili iraniane, tra cui reti di telecomunicazioni e ferroviarie. ll Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha anche dichiarato che le azioni statunitensi nella regione hanno portato a un «grave calo della produzione e al blocco totale delle esportazioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz», avvertendo che le sue «operazioni di rappresaglia continueranno».
Colpita una torre di controllo
Un attacco missilistico statunitense ha inoltre colpito la torre di controllo marittima di Chabahar, città portuale in Iran, sul Golfo di Oman. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr, precisando che si tratta del terzo attacco statunitense che ha colpito la struttura nell'ultima settimana.

