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"Io l'uomo con il cappello"
"Io l'uomo con il cappello"
"Io l'uomo con il cappello"
Redazione
10 anni fa
Lo ha confessato oggi Mohamed Albrini, che era stato arrestato ieri nel quartiere Anderlecht di Bruxelles

Ventiquattro ore dopo l'arresto, Mohamed Abrini, il trentunenne ladruncolo di Moleenbeek e amico d'infanzia dei fratelli Abdeslam, noto col soprannome di 'Brioche' e trasformatosi in terrorista, ha confessato. Era lui l'uomo col cappello all'aeroporto di Zaventem il 22 marzo della strage, lui quello che aveva lasciato la borsa inesplosa dandosi alla fuga a piedi. Un codardo, o forse un 'ufficiale' dell'operazione. È quello che l'inchiesta cercherà di appurare.

Agli investigatori ha raccontato anche di aver gettato in un cestino dei rifiuti la giacca bianca, probabilmente nel tentativo di dissimularsi nelle immagini delle telecamere di sorveglianza che invece lo hanno seguito mentre rientrava a piedi verso il centro di Bruxelles, e di aver "venduto" il cappello.

Abrini è stato formalmente accusato di "partecipazione a gruppo terroristico" e "omicidio a scopo terroristico" assieme ad altre tre delle sei persone arrestate ieri. Due sono state rilasciate, gli altri tre accusati sono Osama Krayem, il ruandese Hervé B. N. e Bilal El Makhoukhi, un bruxellese già condannato nel processo contro l'organizzazione fondamentalista 'Sharia4Belgium'.

È stata la Procura federale belga a dare la notizia della confessione di Abrini. Ed a chiarire anche il ruolo di Osama Krayem, uno svedese di origini siriane che a Malmoe aveva fatto proselitismo per la Jihad, prima di andare Siria. Sui social network aveva postato una sua foto in mimetica, bandiera nera dell'Isis e kalashnikov. Era lui l'uomo che il 22 marzo era nella metropolitana di Bruxelles per assicurarsi che Khalid El Bakraoui si facesse esplodere a Maelbeek.

Nelle immagini, Krayem - individuato come l'uomo che nel popolarissimo centro commerciale 'City 2' al centro della capitale belga aveva acquistato le valige da trasformare in bombe - aveva con sé una sacca uguale a quella di El Bakraoui. Ed ora sarebbe proprio quella sacca ad essere nel mirino dell'inchiesta. Mentre la procura - dopo l'infortunio sul free lance-attivista Cheffou - limita la comunicazione ufficiale al minimo indispensabile, i media belgi lasciano intendere che poteva essere questo l'obiettivo della maxioperazione di polizia (con almeno 50 agenti impegnati, comprese forze speciali, artificieri e tiratori scelti) scattata oggi nel quartiere di Etterbeek. Una perquisizione in un magazzino vicino alla Avenuee des Casernes, dove si è messa al lavoro la Scientifica. Secondo i media non sarebbero stati trovati né armi né esplosivo, ma sull'operazione non sono arrivate informazioni né dalla polizia né dalla procura.

L'ultima borsa con l'esplosivo potrebbe essere nelle mani del terzo uomo che Salah Abdeslam andò a prendere a ottobre in Germania. Gli altri due erano Krayem e l'uomo che venne arrestato con lui, Amine Chaoukri.

Intanto, dopo l'allarme per il nucleare, la DH ha rivelato un'informativa interna della polizia belga che ipotizza rischi di armi biologiche rudimentali. Nello zainetto di Abderrahman Ameuroud, arrestato a Schaerbeek il 25 marzo, è stato trovato un sacco di plastica con escrementi e testicoli animali. Secondo la polizia, potrebbe essere una tecnica per sviluppare il rischio di contagio a "tifo, tetano, botulismo, colera o listeriosi".

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