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"Io e Lara Comi non c'entriamo nulla"
"Io e Lara Comi non c'entriamo nulla"
"Io e Lara Comi non c'entriamo nulla"
Redazione
7 anni fa
Uno degli indagati nell'inchiesta per presunta corruzione respinge le accuse e difende l'europarlamentare

Sono stati interrogati lunedì dagli inquirenti il governatore lombardo Attilio Fontana e il direttore dell’Afol (azienda di Regione Lombardia che propone servizi integrati per la formazione, l’orientamento e il lavoro) Giuseppe Zingale, due figure finite al centro du una maxi indagine per corruzione (vedi articoli suggeriti).

La posizione del governatore lombardo è stata stralciata dai pm e riguarda un presunto abuso d’ufficio per aver affidato alcuni incarichi diretti al socio di studio ed ex-consigliere regionale Luca Marsico. "Sono sereno. Ho chiarito la mia posizione". Per gli inquirenti l‘abuso d’ufficio di cui è accusato Fontana sarebbe la conseguenza dell’istigazione alla corruzione che l'ex coordinatore varesino di Forza Italia Gioacchino 'Nino' Caianiello avrebbe esercitato sul presidente regionale proponendo (e ottenendo) l’incarico di direttore di Afol per Zingale in cambio di consulenze per Marsico, mai concretizzatesi.

Per quanto riguarda lo stesso Zingale, i pm stanno indagando su "contratti di consulenza" ottenuti attraverso un intermediario (Nino Caianiello), "da una società riconducibile all'eurodeputata Lara Comi da parte dell’ente di Afol città metropolitana". L’ammontare incassato sarebbe di 38'000 euro, ma - si legge nella richiesta di custodia cautelare - si tratterebbe solo del "preliminare conferimento di un più ampio incarico che può arrivare alla totale cifra di 80'000 euro". In cambio, l’eurodeputata avrebbe dovuto riversare parte del denaro a Caianiello e Zingale.

La diretta interessata, che non nè indagata, aveva precisato che l’unica sua società di comunicazione è la Premium Consulting regolarmente denunciata all’interno della Dichiarazione di interessi finanziari dei deputati. "Tale società non ha nulla a che spartire con le consulenze sotto inchiesta e non ve ne è nessun’altra a me riconducibile".

Zingale, riferiscono VareseNews e Malpensa24, ha risposto alle domande del gip Raffaella Mascarino. A proposito del presunto finanziamento di 38'000 euro ha spiegato  di non aver avuto "alcun ritorno economico" dai contratti assegnati. "Non a una società riconducibile a Comi", bensì a una avvocatessa che quest'ultima gli aveva proposto "per lanciare Afol in Europa". 

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