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Intesa vicina sulla Brexit, ore decisive tra Londra e Ue
Intesa vicina sulla Brexit, ore decisive tra Londra e Ue
Intesa vicina sulla Brexit, ore decisive tra Londra e Ue
Redazione
7 anni fa
La conferma, con tutte le cautele del caso, arriva dal premier irlandese Leo Varadkar

L'accordo tra Ue e Regno Unito sulla Brexit sembra vicinissimo. La conferma, con tutte le cautele del caso, arriva dal premier irlandese Leo Varadkar che afferma di aver ricevuto indicazioni da Bruxelles sui "progressi" del negoziato, che resta comunque in corso.

Il testo della possibile intesa potrebbe essere reso pubblico già domani, ma Varadkar non si sbilancia sui tempi: "Non è chiaro se riusciremo a rivedere l'accordo di recesso già entro il Consiglio Europeo di giovedì".

Secondo il Guardian, che parla di "accordo a un passo", il premier Tory Boris Johnson avrebbe accettato di fare concessioni per sciogliere il nodo del confine irlandese, accettando qualche forma di controllo doganale fra l'Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito. Ma ottenendo la certezza che Londra e Belfast escano insieme dall'Ue e restino un territorio doganale unico. Da Downing Street restano prudenti, parlando più genericamente di progressi. "I colloqui continuano e restano costruttivi, ma c'è ancora del lavoro da fare", commenta un portavoce.

E' quindi una corsa contro il tempo, per i team negoziali dell'Unione europea e del Regno Unito, che lavorano alla messa a punto di un testo legalmente operativo da sottoporre all'ok formale al vertice dei leader europei di giovedì, prima di passare al vaglio dei parlamentari di Westminster sabato, e a quello degli eurodeputati, riuniti in plenaria a Strasburgo la settimana prossima.

Non è quindi escluso che, laddove la quadratura del cerchio non arrivi nelle prossime ore, l'Ue possa convocare a Bruxelles un ulteriore Consiglio europeo straordinario sulla Brexit dopo quello in calendario giovedì e venerdì, ma prima della scadenza del 31 ottobre, data in cui formalmente il Regno Unito dovrebbe uscire dall'Unione europea. Indiscrezioni circolate indicano come nuove date possibili il 28 o il 29 (ma la decisione spetta ai leader).

Al momento sul negoziato sembra comunque prevalere l'ottimismo. Il capo del governo irlandese ha anche precisato di essere stato rassicurato da Johnson sul fatto che, se l'accordo ci sarà, potrebbe avere l'agognato via libera di una maggioranza alla Camera dei Comuni. Johnson si sarebbe detto "fiducioso" di riuscire a evitare il destino di Theresa May, vittima di tre bocciature a Westminster nei mesi passati.

Anche la Francia ci spera, dopo una telefonata "costruttiva" (così l'ha definita Downing Street) tra Boris Johnson ed Emmanuel Macron. Ma la raccomandazione generale è quella di mantenere la calma e restare con i piedi ben piantati per terra, perché le criticità persistono: il principale nodo da risolvere, a tre anni dal referendum sul divorzio britannico, resta l'integrità del Mercato unico nell'isola divisa tra Irlanda del Nord (parte del Regno Unito) e la Repubblica di Irlanda (Stato membro dell'Ue), evitando il sorgere di barriere fisiche, e salvaguardando l'accordo di pace del Venerdì Santo.

Nel caso in cui l'accordo in extremis non riuscisse, hanno spiegato fonti diplomatiche europee, Barnier domani pomeriggio alla riunione degli ambasciatori Ue dei 27 - dove è atteso per l'ultimo aggiornamento prima del Consiglio - raccomanderà di concedere una nuova proroga a Londra. Che Johnson però, com'è noto, non intende chiedere.

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