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Il caso
Insulta la festa religiosa a Bali, svizzero in manette
© Firdia Lisnawati
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Ats
3 ore fa
L'uomo rischia fino a cinque anni di carcere per incitamento all'odio dopo aver inveito sui social contro il Nyepi, capodanno del calendario balinese

Un turista svizzero è stato arrestato sull'isola indonesiana di Bali per aver denigrato, con un commento su Instagram, una festa religiosa. Lo ha indicato la polizia locale. L'uomo, di cui non si conosce l'età, rischia fino a cinque anni di carcere per incitamento all'odio, ha dichiarato un portavoce delle forze dell'ordine di Bali. La celebrazione in questione è il Nyepi, il capodanno del calendario balinese.

La festa dell'introspezione

Si tratta di una festa radicata nell'induismo, svoltasi lo scorso giovedì. La parola «nyepi» significa «luogo del silenzio»: in questo giorno, sia residenti sia turisti sull'isola, meta di vacanze per milioni di stranieri ogni anno, sono tenuti a rimanere in casa per 24 ore, dedicandosi all'introspezione. Lavoro, viaggi, divertimenti e persino il consumo di elettricità sono sconsigliati.

Lo sfogo su Instagram

Una tradizione che il cittadino svizzero non ha particolarmente apprezzato. In una storia su Instagram, il diretto interessato ha scritto in inglese: «Una giornata di silenzio in cui non si può uscire è piuttosto tranquilla là fuori. Al diavolo (la formulazione utilizzata è più colorita, ndr) il Nyepi e le vostre regole». Per questo è stato denunciato e arrestato sabato.

Contattato da Keystone-ATS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha fatto sapere di essere a conoscenza del caso. Secondo i servizi Ignazio Cassis, sono in corso accertamenti. Per ragioni legate alla privacy non verranno forniti ulteriori dettagli.