
Tre mesi dopo le gravi inondazioni in Pakistan e nelle regioni circostanti la Catena della solidarietà ha ricevuto donazioni per oltre 41 milioni di franchi, tre volte di più di quanto promesso nella giornata nazionale di colletta del 18 agosto. Attualmente la Catena della solidarietà sostiene con sei milioni di franchi tredici progetti di organizzazioni partner, ossia Croce Rossa svizzera (CRS), Caritas, Aiuto delle chiese evangeliche della Svizzera (ACES), Esercito della salvezza, Soccorso operaio svizzero (SOS) e Terre des hommes - Aiuto all'infanzia. Nelle regioni meridionali del Pakistan l'acqua non si è ritirata completamente dappertutto e molte persone vivono ancora in campi, scrive la Catena della solidarietà in un comunicato diffuso oggi. Per questo motivo al momento gli aiuti si concentrano in quelle aree. Nel nord molti hanno invece potuto tornare nei propri villaggi. Qui i progetti riguardano principalmente l'aiuto al ritorno. Alla popolazione vengono distribuiti beni di prima necessità quali acqua potabile, alimentari, articoli per l'igiene, utensili per la cucina e materiale scolastico, viene spiegato nella nota. Poiché in alcune regioni d'inverno può diventare molto freddo, vengono costruiti anche alloggi provvisori e consegnati vestiti caldi. Altri progetti sono al vaglio. Nei prossimi anni le organizzazioni partner della Catena della solidarietà, sul posto già prima della catastrofe, si concentreranno sulla riabilitazione e sulla ricostruzione. In questo modo di vuole facilitare agli interessati il ritorno alla vita normale. Donazioni possono ancora essere effettuate sul conto postale 10-15 000-6 (menzione Inondazioni Asia) oppure online sul sito www.catena-della-solidarieta.ch. In tutti gli uffici postali sono disponibili cedole di versamento della Catena della solidarietà. ATS
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