
Dall'iniziativa UDC sulla limitazione dell'immigrazione in Svizzera "è arrivata una scossa all'Europa per discutere". Lo sostiene il presidente della Lombardia Roberto Maroni secondo il quale "non si può criminalizzare il risultato del referendum". "È il popolo che ha deciso - aggiunge - e se qualcuno non è d'accordo si deve rassegnare, la sovranità appartiene al popolo non alla Merkel o a Bruxelles". Maroni invita quindi "a discutere senza tabù nella libera circolazione, nei trattati internazionali e nemmeno nell'euro" dopo quello che ha definito essere "un esercizio di democrazia" che si è svolto in Svizzera. "Io non sono preoccupato - afferma - del referendum ma del fatto che il governo italiano non mette mano alla revisione dell'accordo italo-svizzero sui ristorni ai Comuni lombardi, accettando la richiesta svizzera di dimezzarli". In termini pratici si tratta di un danno di "centinaia di milioni per i Comuni lombardi". Sulla questione Maroni intende chiedere nell'incontro previsto per oggi con il presidente del Consiglio Enrico Letta "che la Regione Lombardia sia coinvolta".
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