
Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha aperto un'inchiesta contro ignoti per sospetto sostegno a un'organizzazione criminale in relazione al caso dell'ingegnere del Centro europeo di ricerca nucleare (CERN) recentemente arrestato in Francia. L'indagine è stata avviata alla fine di ottobre, ha precisato all'ATS Walburga Bur, portavoce del MPC, confermando un'informazione della "NZZ am Sonntag". Il MPC si basa sull'articolo 260 del Codice penale: prevede una pena sino a cinque anni di prigione per chi è implicato in un'organizzazione che pianifica un crimine violento. È punibile anche un crimine commesso all'estero se pianificato in Svizzera. L'ingegnere francese di origine algerina (32 anni) è stato accusato in ottobre in Francia di "associazione per delinquere legata a impresa terroristica". Viene sospettato di legami con l'organizzazione Al Qaida del Maghreb islamico (Aqmi) e di aver pensato a piani per compiere un attentato in Francia. Dal 2003 lavorava presso il CERN. ATS
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