
Gli Stati Uniti hanno proclamato lo stato d'emergenza per l'influenza da suini. La Casa Bianca ha attivato una squadra di controllo per monitorare costantemente la situazione, "che è in evoluzione". Lo ha detto il segretario per la Sicurezza Nazionale, Janet Napolitano, precisando che il presidente Barack Obama "è tenuto costantemente aggiornato". Napolitano ha aggiunto che circa 12 milioni di dosi del farmaco antinfluenzale Tamiflu sono in corso di consegna da parte del governo ai diversi Stati in cui si ritiene ce ne sia bisogno. Nello stesso tempo ha sottolineato che la proclamazione dello stato d'emergenza sanitario non significa di per sé che ci sia un'oggettiva minaccia per la salute pubblica. È una procedura standard dal punto di vista tecnico-burocratico che consente di attivare meccanismi interni per accelerare le operazioni. Uno dei consiglieri per la Sicurezza Nazionale ha detto che Obama è molto preoccupato per i recenti casi di influenza e ha confermato che sono stati accertati una ventina di nuovi casi negli Stati Uniti. In Svizzera per il momento non si segnala alcun caso dell'epidemia che sta colpendo il Messico, dove la situazione è grave secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), con oltre 80 morti e un migliaio di persone che hanno contratto la malattia. A Berna l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha approntato un numero telefonico per ripondere alle domande dei cittadini (031 322 21 00), che funzionerà da lunedì a mezzogiorno. Il virus dell'influenza è denominato A H1N1. Finora gli esperti dell'OMS non hanno raccomandato di limitare i viaggi nelle regioni a rischio. Invitano tuttavia ad accrescere ovunque la vigilanza. Ieri l'UFSP aveva informato i medici cantonali e la popolazione, pubblicando una serie di raccomandazioni, in tedesco e francese sul sito dell'Ufficio federale. Nelle due ore successive al rilevamento dell'influenza il medico è tenuto a mettersi in contatto con il medico cantonale per organizzare il ricovero in ospedale. Per la popolazione elvetica non vi è pericolo in questo momento, secondo un comunicato dell'UFSP: chi è rientrato da meno di una settimana dalle regioni a rischio, soprattutto dal Messico, e che presenta sintomi di influenza (febbre che sale rapidamente, affezione acuta delle vie respiratorie che si traduce in tosse, starnuti, dolori muscolari, articolari e mal di testa), è pregato di contattare immediatamente il suo medico curante o il servizio di pronto socccorso dell'ospedale. Già ieri il direttore dell'UFSP, Thomas Zeltner, si era presentato davanti ai media per dire che i suoi collaboratori seguono attentamente l'evolversi della situazione. "Siamo effettivamente di fronte - ha detto Zeltner - a una nuova malattia infettiva. Sembra che questa malattia non sia trasmissibile solo dall'animale all'uomo, ma anche da uomo a uomo. Ha quindi il potenziale di una pandemia". Secondo Patrick Mathys, della sezione diagnosi precoce ed epidemiologia dell'UFSP, è ancora presto per dire se la vaccinazione stagionale contro la grippe possa servire anche contro il virus dell'influenza dei suini. La malattia - ha aggiunto - può però essere curata con il Tamiflu: per un quarto della popolazione svizzera esiste una scorta d'emergenza di questo medicamento. ATS
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