
Nei paesi in via di sviluppo circa 200 milioni di bambini con meno di 5 anni (circa il 40% del totale) non riesce a raggiungere il suo massimo e completo sviluppo cognitivo a causa della povertà, della scarsa alimentazione, delle precarie condizioni di salute e delle cure inadeguate. Lo stima Save the Children nel rapporto sullo stato delle madri nel mondo presentato oggi a Roma, ricordando che circa 9 milioni di bambini con meno di 5 anni muoiono ogni anno. L'organizzazione - che quest'anno compie 90 anni - sottolinea che uno dei risultati di tanti disagi socio-economici è che molti di questi bambini o non si iscrivono a scuola o sono destinati ad una carriera scolastica di insuccessi. Il Ciad, seguito da Afghanistan, Burundi, Guinea Bissau e Mali, è la nazione in cui i bambini hanno i peggiori risultati a scuola. "Purtroppo - commenta Valerio Neri, direttore di Save the Children Italia - è ancora enorme il gap fra la condizione delle donne e dei bambini nei paesi ricchi e quelli poveri. Se si continua di questo passo è escluso che raggiungeremo il 4/o e 5/o obiettivo del millennio, cioé la drastica riduzione della mortalità infantile e di quella materna. Il G8 rappresenta un'occasione importante per mantenere gli impegni economici presi nel 2007, ossia di destinare 1,5 miliardi di dollari all'anno. Tuttavia per garantire a pieno il diritto alla salute di mamme e bambini e quindi raggiungere gli obiettivi di sviluppo è necessaria una quota aggiuntiva di 10,2 miliardi di dollari all' anno". ATS
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