
Avevano fatto copie quasi perfette di cinque statue in pietra di un tempio induista del IX secolo e le avevano messe al posto dove erano esposte quelle al museo Radya Pustaka di Solo, antica città reale dell'Indonesia. Il bottino di inestimabile valore era così finito nella casa di un ricco uomo d'affari a Giakarta e nessuno per mesi ha sospettato nulla fino a quando tra i tanti visitatori è capitato un archeologo che si è accorto dei falsi ed ha denunciato il furto. Le indagini si sono subito appuntate sul personale addetto del museo e hanno portato a galla che il direttore, Krk Dharmodipuro, e due dipendenti avevano pianificato e messo in atto il singolare furto. È stata arrestata anche una quarta persona, un supposto acquirente che in realtà aveva fatto da intermediario per Hashim Djojohadikusumo, il ricco uomo d'affari della capitale. Tra le rarità che sono esposte al museo di Solo, che negli ultimi anni ha subito tre furti, vi è anche una fruttiera in cristallo offerta all'epoca da Napoleone Bonaparte al sultano di Solo, Paku Buwono IV. ATS
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