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Estero
Indonesia: elezioni, in testa partito presidente Yudyohono
Redazione
17 anni fa

Si profila una vittoria per il Partito Democratico (Pd) del presidente Susilo Bambang Yudhoyono nelle elezioni politiche tenutesi oggi in Indonesia, dove le proiezioni a spoglio in corso gli attribuiscono il 20% dei voti. Una percentuale che, se confermata, obbligherebbe però il Pd a cercare alleati di governo, ridimensionando così lo slancio riformatore in economia su cui ha basato la propria campagna. Il voto, che ha coinvolto 171 milioni di elettori chiamati ad eleggere i 560 deputati, la camera delle regioni e le assemblee regionali e distrettuali, si è svolto con ordine a calma nei 500.000 seggi sparsi per le 6.000 isole che compongono la terza più popolosa democrazia del mondo dopo India e Usa, il più grande Paese musulmano del pianeta. L'unica regione dove si è verificato qualche incidente elettorale è la Papuasia, dove cinque persone sono state uccise durante la notte. Nell'incertezza delle cifre, il 20% circa attribuito al Pd stacca di netto le percentuali ottenute dai principali degli altri 37 partiti in lizza: il Partito democratico di lotta (Pdi-P) della ex presidente Megawati Sukarnoputri, battuta nelle presidenziali del 2004 da Yudhoyono, calato ancora intorno al 15%, e il partito Golkar che fu dell'ex dittatore Suharto, caduto nel 1998 dopo 32 anni di regime, attestatosi al 14% circa, anch'esso in leggero calo. La vittoria, che pure potrebbe agevolare la rielezione di Susilo Bambang Yudyohono, 59 anni, nelle presidenziali dell'8 luglio, secondo un analista, Kevin O'Rourke, citato da Reuters, "é una delusione per il Partito democratico", che sperava in un buon 30%. "Yudhoyono probabilmente dovrà far affidamento su alleanze pragmatiche nel prossimo parlamento, appoggiandosi al Golkar per le riforme liberiste in economia e ai partiti di orientamento islamico per quelle istituzionali", aggiunge. I partiti di ispirazione islamica, sempre stando a indicazioni parziali, sembrano perdere tutti terreno, vittime di una campagna elettorale basata sulla priorità dell'economia e trascinata dalla paura della crisi. Fa eccezione il Partito giustizia e prosperità (Pks), che guadagna qualcosa, restando però lontano dalle percentuali dei primi. ATS

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