
Tre persone sono state condannate a morte in India per gli attentati di Mumbai del 2003 che causarono 54 morti e 240 feriti. Un tribunale speciale della città indiana ha ritenuto gli imputati colpevoli di strage e terrorismo. I tre indiani erano a processo per gli attentati dinamitardi del 25 agosto del 2003 al 'Gateway of India' e al bazar Zaveri, il mercato dell'oreficeria. Una figlia della coppia di imputati era stata inizialmente incriminata, ma in seguito prosciolta perché minorenne all'epoca del doppio attentato. Secondo la pubblica accusa, l'attacco era stato pianificato a Dubai da cittadini pachistani agli ordini del gruppo radicale islamico Lashkar-e-Taiba (LeT). La difesa dei tre imputati ha annunciato il ricorso in appello contro la sentenza. ATS
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