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Estero
India: proposta pena morte per stupro e omicidio
Redazione
14 anni fa

Il governo indiano ha proposto la pena di morte per gli stupratori che uccidono la loro vittima o che la lasciano "in stato vegetativo". Lo riportano i media indiani. In una seduta ieri sera il Consiglio dei ministri ha varato un disegno di legge che introduce norme più severe per le violenze sessuali. La decisione è stata presa dopo le massicce proteste di un mese fa e la mobilitazione sollevata dalla morte di una studentessa di New Delhi brutalmente violentata da sei uomini lo scorso 16 dicembre a bordo di un autobus dove era salita con un amico di ritorno dal cinema. Il decreto governativo è soltanto in parte basato sulle conclusioni di un comitato presieduto dal giudice J.S. Verma e costituito dopo l'ondata di dimostrazioni femministe. L'esecutivo ha infatti voluto rendere più severe le pene e estendere il raggio di azione non solo allo "stupro" ma alle "aggressioni sessuali". Inoltre, nel decreto si considera punibili anche altri crimini contro le donne come il lancio di acido, il voyerismo e le molestie con gesti e parole. Andando oltre le raccomandazioni della commissione Verma, è prevista la pena capitale nel caso in cui la vittima muoia o sia ridotta "in stato vegetativo". La proposta, che modifica il Codice penale indiano e altri atti, deve essere promulgata dal Presidente della Repubblica e poi approvata dal Parlamento. L'iniziativa è stata accolta con favore dai familiari della ragazza di New Delhi soprannominata "Nirbhaya" e diventata un simbolo per l'emancipazione delle donne in India, ma è stata criticata dalle femministe. Alcune associazioni di difesa dei diritti delle donne hanno infatti contestato il provvedimento e chiesto al Presidente della Repubblica Pranab Mukherjee di non firmarlo. In particolare viene criticato il fatto che non prenda in considerazione alcuni aspetti che devono essere considerati reati, come lo stupro commesso all'interno dell'unione matrimoniale e le violenze sessuali perpetrate dalle forze di sicurezza nell'ambito di una legge sui poteri speciali (Afspa) in vigore in Kashmir e nelle zone della guerriglia maoista. Inoltre non proibisce agli imputati di stupro di candidarsi alle elezioni. ATS

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