India in ginocchio, la variante ora spaventa l’Europa
La mutazione B.1.617 ha provocato un milione di contagi in tre giorni nella nazione dell’Asia Meridionale ed un primo caso è stato registrato anche in Svizzera
di Keystone-ATS
India in ginocchio, la variante ora spaventa l’Europa

Ospedali che lanciano sos perché i pazienti muoiono per mancanza di ossigeno: è questa l’ultima istantanea dell’incubo Covid in cui è ripiombata l’India, travolta da una variante che ha provocato un milione di contagi in tre giorni. Una mutazione temibile, forse resistente agli attuali vaccini, che ora spaventa l’Europa. Dopo essere comparsa in alcuni Paesi, inclusa l’Italia, un primo caso è stato registrato anche in Svizzera.

Un mese fa si annunciava la fine dell’epidemia

La variante denominata B.1.617, che presenta una doppia mutazione rispetto al ceppo originario e appare più facilmente trasmissibile, ha riportato l’India in piena emergenza. Appena un mese fa il ministro della Salute annunciava che l’epidemia era giunta «alla fine», mentre adesso il governo è costretto a inviare le forze armate nelle aree più colpite per i rifornimenti. Negli ultimi tre giorni sono stati bruciati altrettanti record, con oltre 340 mila contagi registrati nelle ultime 24 ore (oltre un terzo degli 893 mila nel mondo, anch’essi un record). E molti esperti stimano che per il picco bisognerà attendere almeno tre settimane. Complici anche i raduni di massa che sono una consuetudine per gli indiani, dalle riunioni d’affari ai matrimoni. Per non parlare dei milioni di pellegrini che anche quest’anno si sono ammassati nel Gange per la rituale immersione.

Carenza di ossigeno

Gli ospedali a Delhi e in altre città sono al collasso, ma la situazione più grave è la carenza di ossigeno per le terapie intensive. «Viviamo in una città in cui respirare è diventato un lusso per tanti», ha raccontato un medico di un ospedale della capitale alla Bbc, spiegando di passare tanto tempo al telefono, anche con i colleghi, a caccia di bombole. Solo al Jaipur Golden Hospital, in una notte, 20 pazienti sono morti perché rimasti senza ossigeno.

Preoccupazione anche nel resto del mondo

L’unicità della variante indiana, proprio per via della sua doppia mutazione, è motivo di preoccupazione nel resto del mondo, Europa compresa, perché non è chiaro se i vaccini attualmente utilizzati siano in grado di neutralizzarla (in Israele Pfizer sarebbe risultato efficace, ma in modo ridotto). Il nuovo ceppo, nel Vecchio Continente, è già sbarcato da più di un mese. Ad esempio in Gran Bretagna, Belgio e in Italia, con il primo caso a Firenze. Alla lista si è aggiunta anche la Svizzera, con una persona in transito in un aeroporto elvetico da un paese europeo. Per il momento si contano qualche centinaio di casi in Europa e alcune migliaia nel mondo. Ma la velocità con cui la variante si sta propagando in India non consente di dormire sonni tranquilli, soprattutto in una fase in cui le restrizioni ai contatti sociali iniziano ad allentarsi.

Stretta sui collegamenti aerei con l’India

In attesa di capirne di più alcuni Paesi, dal Canada alla Gran Bretagna, dall’Iran al Kuwait, hanno ripristinato una stretta sui collegamenti aerei con l’India. Ultima, in ordine di tempo, è stata la Germania, dove l’intensità dell’epidemia preoccupa ancora. Tanto che è appena entrata in vigore una legge d’emergenza per far scattare nuove restrizioni in modo automatico al superamento di una certa soglia di contagi per numero di abitanti.

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