
La Corte Suprema indiana ha cancellato 122 licenze di telefonia mobile assegnate nel 2008 dal governo. Lo riferisce la tv CNN-IBN. Il massimo organo giudiziario sta indagando su presunte irregolarità commesse dal ministero delle Telecomunicazioni nel processo di aggiudicazione delle frequenze di seconda generazione (2G) che avrebbero causato enormi perdite all'erario statale. La revoca delle licenze interessa 11 società telefoniche, tra cui ci sono colossi indiani del settore come Tata e Reliance, che stanno ora accusando forti perdite alla Borsa di Mumbai. Secondo quanto riferito dai media, la Corte ha chiesto all'Authority delle Telecomunicazioni (Trai) di mettere a punto nei prossimi due mesi una nuova asta per l'assegnazione delle licenze. I giudici hanno inoltre dichiarato 85 licenze (delle 122 cancellate) "non rientranti nei criteri di ammissibilità", il che significa che non potranno partecipare alla nuova aggiudicazione. In un altro pronunciamento, anche questo molto atteso, la Corte ha sospeso un giudizio sull'attuale ministro degli interni P. Chidambaram per un suo sospetto coinvolgimento nello scandalo quando era titolare del dicastero delle finanze. La sospetta "svendita" delle licenze dei cellulari 2G avrebbe causato una perdita di 40 miliardi di dollari per le casse statali e portato all'arresto dell'ex ministro delle telecomunicazioni A. Raja. ATS
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