
Centodue persone sono morte avvelenate nel'est dell'India dopo aver bevuto alcol di contrabbando probabilmente contenente un solvente altamente tossico. Lo hanno reso noto le autorità locali. "Il bilancio si è alzato stamane a 102 morti", ha detto Narayan Swarup Nigam, responsabile del distretto dei 24 Pargana, nel Bengala occidentale. Il bilancio delle vittime continua a crescere senza sosta da ieri e secondo l'agenzia di stampa Pti è già arrivato a quota 107. La bevanda killer sarebbe un imprecisato liquore venduto nei giorni scorsi nel distretto. I sanitari hanno annunciato oggi che 50 persone sono decedute nelle ultime ore e che varie altre decine si trovano fra la vita e la morte. Si tratta, assicurano le fonti ufficiali locali, della più importante tragedia di questo genere registrata nel Bengala occidentale. La maggior parte delle vittime appartiene agli strati più poveri della società, impiegati come venditori ambulanti, manovali e conduttori di tricicli a pedali. Secondo quanto si è appreso, tutti avevano comprato in rivendite pubbliche della zona il liquore adulterato prodotto da una fabbrica di Mograhat, che è stata attaccata e gravemente danneggiata ieri durante una manifestazione di protesta. Il governo del Bengala occidentale ha invitato la popolazione alla calma e promesso un indennizzo di 200'000 rupie (circa 3'500 franchi) ai famigliari di ogni vittima. ATS
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