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Estero
India: Alta Corte Delhi, omosessualità non è reato
Redazione
17 anni fa

L'Alta Corte di Delhi ha stabilito che i rapporti sessuali fra adulti consenzienti dello stesso sesso non devono essere più considerati come un crimine in India. La sentenza dovrà ora essere accolta in parlamento, dove si dovrà fare una legge a riguardo. La decisione della Corte era stata sollecitata da fondazioni dei diritti di gay e lesbiche, che si sentivano discriminati. Il giudice ha deciso che la sezione 377 del codice penale indiano, che risale al tempo del dominio britannico e che riguarda il sesso contro natura, è incostituzionale perché discriminatoria. La corte ha però deciso che l'aspetto penale resta per i rapporti non consenzienti. Alla lettura della sentenza, secondo la televisione IBN Live, in aula ci sono stati manifestazioni di giubileo da parte degli attivisti dei diritti omosessuali. In base alla legge indiana il "sesso contro natura" è punibile con il carcere fino a 10 anni, e con l'ergastolo in casi più gravi. Gruppi di attivisti umanitari e organizzazioni non governative da anni lottano per l'abrogazione di questa legge, che accomuna i rapporti omosessuali a quelli con gli animali. Ma tutte le petizioni sono state rigettate dalle autorità indiane che, almeno finora, hanno sempre considerato i comportamenti omosessuali contrari alla morale indiana. I gruppi che cercano di tutelare le ragioni dei gay portano una nuova importante argomentazione a sostegno della loro tesi: la lotta all'Aids. In India ci sarebbero milioni di omosessuali a rischio Aids che, per paura del carcere, non denunciando la loro condizione e quindi non hanno accesso alle necessarie cure mediche. Nei giorni scorsi il governo aveva annunciato una revisione della legge, prima di fare dietrofront dopo le proteste di gruppi religiosi musulmani, che hanno definito l'omosessualità contraria alla legge islamica e alla morale. ATS

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