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Tribunale penale federale
Inchiesta Thormann, Platini non ammesso quale parte in causa
Keystone-ats
3 anni fa
L'ex numero 10 ha presentato una denuncia contro Thormann per le dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo davanti alla Corte degli affari penali e alla stampa in merito al pagamento di 2 milioni di franchi ricevuto da parte della FIFA nel 2011.

L'ex calciatore e presidente dell'UEFA Michel Platini non è stato ammesso quale parte in causa dal Tribunale penale federale (TPF) nell'ambito dell'inchiesta contro l'ex procuratore federale Olivier Thormann, sospettato di falsa testimonianza e violazione del segreto d'ufficio. L'ex centrocampista della Juventus e della nazionale francese era già stato escluso da un altro procedimento contro l'ex procuratore generale della Confederazione Michael Lauber e il presidente della FIFA Gianni Infantino.

La vicenda

L'ex numero 10 ha presentato una denuncia contro Thormann per le dichiarazioni rilasciate da quest'ultimo davanti alla Corte degli affari penali e alla stampa in merito al pagamento di 2 milioni di franchi ricevuto da parte della FIFA nel 2011. Le dichiarazioni contestate sono state rilasciate da Thormann, che è stato ascoltato come testimone, durante il processo per truffa contro l'ex presidente della FIFA Sepp Blatter e lo stesso Platini nel giugno 2022. I due uomini sono stati assolti, ma la FIFA e il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) hanno presentato appello. In seguito a questa denuncia, il MPC ha aperto un procedimento contro l'ex procuratore per sospetto di falsa testimonianza e violazione del segreto d'ufficio. L'udienza davanti al Tribunale degli affari penali aveva evidenziato contraddizioni tra le dichiarazioni di questo magistrato e quelle di Markus Kattner, ex direttore finanziario della FIFA, in merito al pagamento dei 2 milioni. Nel gennaio 2023, tuttavia, il MPC ha rifiutato a Michel Platini la qualità di parte nel procedimento e, di conseguenza, l'accesso al fascicolo. Questa decisione è stata ora confermata dalla Corte dei ricorsi del Tribunale penale federale di Bellinzona. La corte crede che la falsa testimonianza imputata all'ex procuratore non abbia influito sul verdetto di assoluzione emesso nel luglio 2022.