

L'episodio in cui una bomba esplosa in una remota località dell'estremo oriente della Russia ha ucciso un militare sarebbe stato in realtà un attentato fallito al colonnello Azatbek Omurbekov, noto mediaticamente come «il macellaio di Bucha»: è quanto riporta il Guardian, citando tre fonti a conoscenza dell'accaduto.
Omurbekov è considerato uno dei massimi responsabili del massacro di civili scoperto nella località ucraina ad aprile 2022, nelle prime settimane dell'invasione ordinata da Mosca. Per tali fatti è quindi stato soggetto a sanzioni da parte dell'Unione Europea ed è stato inserito nella blacklist del Dipartimento di Stato USA.
L'episodio, riportato nelle ultime ore, risale in realtà a martedì mattina, quando un ordigno è esploso in un edificio residenziale di Knyaze-Volkonskoye-1, città militare chiusa situata vicino al confine con la Cina. Nella palazzina, a quanto riportato, vive anche lo stesso Omurbekov.
Nell'esplosione è morto però un altro ufficiale di grado inferiore, mentre il colonnello «è rimasto illeso». Due fonti citate dal Guardian hanno riferito che l'attentatore aveva collocato l'ordigno in una cassetta della posta tra il primo e il secondo piano e installato una telecamera, ma l'attacco «ha preso di mira l'ingresso sbagliato».
Record di attacchi russi con i droni in Ucraina ad aprile. Lo rileva un'analisi dell'agenzia AFP - basata sui dati pubblicati dall'aeronautica militare di Kiev - secondo la quale Mosca ha lanciato nel mese appena conclusosi 6.583 droni a lungo raggio.
Si tratta di un aumento del 2% rispetto a marzo, mentre i negoziati per porre fine al conflitto, innescato dall'invasione russa del febbraio 2022, rimangono in una fase di stallo.
Anche il numero di missili lanciati da Mosca - 141 - è aumentato del 2% rispetto al mese precedente, ma è ben lontano dai 288 lanci registrati a febbraio.
Le forze russe hanno inoltre notevolmente aumentato il numero di attacchi diurni, mentre in precedenza Mosca prendeva di mira l'Ucraina quasi esclusivamente di notte. Una mossa che Kiev denuncia come una tattica volta a massimizzare le vittime civili, dato che il conflitto ha già causato decine di migliaia di morti.
Un incendio è scoppiato nell'area di un terminal marittimo nella città portuale russa di Tuapse, sul Mar Nero, a seguito di un attacco di un drone, secondo quanto riportato dal centro di gestione delle crisi della regione di Krasnodar, secondo la Tass.
«Un incendio è divampato nell'area di un terminal marittimo a Tuapse. Non ci sono state vittime. I soccorritori sono al lavoro sul posto», ha dichiarato il centro. «In totale, 128 persone, 41 autopompe e altri mezzi sono impegnati nelle operazioni di spegnimento».
A lanciare l'attacco sarebbero state le forze ucraine che avevano come obiettivo la raffineria di petrolio russa di Tuapse, stando a quanto riportato dal Kyiv Independent. Si tratterebbe, secondo la fonte ucraina, del quarto attacco alla struttura. I precedenti sono avvenuti il 16, il 20 e il 28 aprile.

