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Incendio a una raffineria russa per un attacco di droni ucraini
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un giorno fa
Incendio in una raffineria russa dopo un attacco con droni, mentre emergono denunce dal Perù su cittadini reclutati con false promesse e mandati a combattere al fronte – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
11 ore fa
Re Carlo: «L'Ucraina ha bisogno del nostro sostegno incrollabile»

Regno Unito e Stati Uniti sono stati «uniti di fronte al terrorismo» e hanno «risposto insieme alla chiamata, come i nostri popoli hanno fatto per oltre un secolo, spalla a spalla». Lo ha detto Re Carlo parlando al Congresso degli Stai Uniti, riferendosi agli attacchi dell'11 settembre 2001 a New York. «Oggi - ha aggiunto - quella stessa incrollabile determinazione è necessaria per la difesa dell'Ucraina e del suo popolo coraggiosissimo. È necessaria per garantire una pace veramente giusta e duratura».

Fra il popolo britannico e quello americano vi sono «massima stima e amicizia», ma i disaccordi sono pur sempre possibili. «Tenendo a mente lo spirito del 1776, possiamo forse convenire sul fatto che non siamo sempre d'accordo, almeno in prima battuta», ha argomentato Carlo. Prendendo come esempio i principi fondanti del Congresso stesso - con i quali il Regno Unito non era d'accordo - il re ha affermato: «La nostra è una partnership nata da una disputa, ma non per questo meno forte. Forse, in questo esempio, possiamo constatare che le nostre nazioni sono, in realtà, istintivamente affini, frutto delle comuni tradizioni democratiche, giuridiche e sociali in cui la nostra governance è ancora oggi radicata.»

«Attingendo a questi valori e tradizioni, i nostri due paesi hanno sempre trovato, più e più volte, il modo di unirsi. E, perbacco, quando riusciamo a trovare un accordo, quanti grandi cambiamenti si realizzano, non solo a beneficio dei nostri popoli, ma di tutti i popoli. Credo che questo sia l'ingrediente speciale della nostra relazione».

Pur non menzionando esplicitamente le vittime del caso Epstein, durante il suo discorso Carlo ha affermato: «In entrambi i nostri paesi, è proprio il fatto di avere società vivaci, diverse e libere a conferirci la forza collettiva, anche nel sostenere le vittime di alcuni dei mali che, tragicamente, affliggono oggi entrambe le nostre società».

«Il legame tra Stati Uniti e Gran Bretagna è indistruttibile», ha detto ancora re Carlo, definendo i padri fondatori americani «ribelli con una causa» dal gioco di parole «Rebel without a cause» che è invece il titolo di un celebre film con James Dean, in italiano «Gioventù bruciata».

12 ore fa
L'ambasciatrice USA a Kiev lascia, divergenze con Trump

L'ambasciatrice americana facente funzione in Ucraina lascerà Kiev nelle prossime settimane. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti. Julies Davis, che da maggio ricopre il ruolo di incaricata d'affari ad interim presso l'ambasciata americana a Kiev, sarebbe frustrata dal proprio incarico a causa delle divergenze con Donald Trump in merito al suo sostegno all'Ucraina. La sua uscita segue quella del suo predecessore, che ha lasciato per motivi analoghi.

13 ore fa
«Grano ucraino rubato»: alta tensione tra Kiev e Tel Aviv

«In un paese normale, l'acquisto di merce rubata è un atto che comporta una responsabilità legale. Sulla base delle informazioni dei nostri servizi di intelligence, stiamo preparando un pacchetto di sanzioni contro chi trae profitto da questo schema criminale».

Sono parole al vetriolo quelle con cui il presidente ucraino Volodymyr Zelensky certifica la crisi in atto nelle relazioni bilaterali tra Kiev e lo Stato ebraico. Il casus belli di questo strappo diplomatico è il presunto contrabbando di grano sottratto dai militari russi nei territori ucraini occupati e venduto ad Israele, con un giro di profitti milionario.

Come anticipato da Haaretz, la nave Panormitis, che secondo l'intelligence di Kiev trasporta frumento rubato da Mosca nei territori ucraini occupati, sarebbe infatti pronta ad entrare nel porto di Haifa nelle prossime ore. E non sarebbe la prima volta, visto che l'Abinsk, portarinfuse battente bandiera russa, aveva attraccato nello stesso scalo portuale due settimane fa, con un carico di grano rubato dal valore di milioni di dollari.

Secondo Haaretz, già nel 2023, a un anno dall'invasione russa, «almeno due imbarcazioni cariche erano arrivate in Israele» seguendo lo stesso schema e finanziando la macchina bellica di Putin grazie ai profitti derivanti dalla vendita sul mercato israeliano e internazionale. «Un fenomeno ricorrente», secondo fonti citate dal media israeliano, come confermato dai registri interni delle autorità di Mosca nei porti ucraini occupati, che elencano oltre 30 spedizioni di merci rubate e dirette verso Haifa.

Smacchi ricorrenti all'Ucraina ignorati dallo stato ebraico, che hanno dato il via a un botta e risposta serrato, lanciato su X da Andrii Sybiha, titolare degli Esteri di Kiev, con l'annuncio di una nota di protesta formale e la convocazione ufficiale dell'ambasciatore israeliano a Kiev. Sybiha ha intimato a Israele «di non accettare il grano rubato per non compromettere le relazioni amichevoli tra i nostri Paesi».

Mossa a cui hanno fatto eco le frasi di Zelensky, secondo cui «le autorità di Tel Aviv non possono ignorare l'export di frumento ucraino da parte di individui legati agli occupanti russi». «Tali attività», ha rincarato il leader ucraino sui social, «violano le stesse leggi dello Stato di Israele». A chiudere il cerchio è il stato ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, che ha bollato le reazioni ucraine come «diplomazia Twitter», rivendicando «la mancanza di prove» e assicurando che «la questione sarà esaminata».

Intanto la vicenda del grano rubato è finita sotto i riflettori dell'Unione europea, che starebbe valutando, congiuntamente a Kiev, l'imposizione di sanzioni a individui ed entità israeliane che aiutano la Russia a eludere le restrizioni internazionali. «Condanniamo tutte le azioni che contribuiscono a finanziare lo sforzo bellico illegale di Mosca e a eludere le sanzioni dell'Ue, e restiamo pronti a colpire tali azioni includendo, se necessario, individui ed entità in paesi terzi», ha dichiarato ad Haaretz un portavoce per gli Affari Esteri dell'Ue, Anouar El Anouni. Nonostante la conferma dell'accordo di associazione con Israele, le mosse di Tel Aviv rimangono così sul tavolo di Bruxelles.

20 ore fa
Zelensky contro Israele: «Lascia entrare grano rubato dalla Russia»

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha criticato Israele per aver permesso l'ingresso in uno dei suoi porti di grano «rubato dalla Russia» dai territori ucraini occupati.

«Le autorità israeliane non possono ignorare quali navi arrivano nei porti del Paese o quale carico trasportano», ha affermato Zelensky sui social media. «In qualsiasi Paese normale, acquistare merce rubata sarebbe un reato penale», ha ribadito.

Il leader di Kiev ha anche aggiunto che, «sulla base delle informazioni dei servizi di intelligence, l'Ucraina sta preparando un pacchetto di sanzioni che riguarderà sia coloro che trasportano direttamente questo grano sia le persone e le entità giuridiche che cercano di trarre profitto da questo schema criminale».

Intanto, un 40.enne è morto e altre cinque persone, di età compresa tra i 31 e i 57 anni, sono rimaste ferite in un attacco attribuito alle forze russe a Kryvyi Rih, nel Dnipropetrovsk: lo ha riferito su Telegram Oleksandr Ganzha, capo dell'amministrazione regionale.

Da parte sua, il capo dell'amministrazione militare regionale del Kharkiv, Oleg Synegubov, ha riferito che due persone sono morte per «bombardamenti nemici» a Chuguev. I media ucraini riportano in aggiunta di diversi feriti in attacchi russi nelle ultime ore.

Dal canto suo, il ministero della Difesa russo ha, nel frattempo, annunciato la conquista dei centri abitati di Zemlyanki e Ilyinovka, rispettivamente nelle regioni ucraine di Kharkiv Donetsk. Lo riferiscono le agenzie russe.

un giorno fa
Il punto alle 8

Nella raffineria di petrolio di Tuapse, nel sud della Russia, di è sviluppato un incendio causato dalla caduta di detriti di un drone abbattuto. Non ci sono stati feriti. Lo ha riferito la task force del Territorio di Krasnodar, citata dalle agenzie russe. La raffineria era stata già stata colpita il 16 e il 20 aprile.

Dal canto loro, una donna e altre quattro persone - due donne e due uomini - sono rimaste ferite in bombardamenti attribuiti alle forze russe avvenuti nel corso dell'ultima giornata nella regione ucraina di Sumy: è quanto riferito dalla polizia territoriale. Le forze russe avrebbero usato bombe guidate, droni, artiglieria e mortai, secondo la stessa fonte  Nel frattempo, riferisce Ukrinform citando le autorità locali, un'altra persona è rimasta ferita in uno dei circa 30 attacchi con droni e artiglieria che hanno colpito nelle ultime ore la regione del Dnipropetrovsk.

Intanto, almeno otto cittadini peruviani sono morti e altri cinque sono rimasti feriti dopo essere stati reclutati con false offerte di lavoro e inviati al fronte nel conflitto tra Russia e Ucraina. Lo riferiscono media locali e l'emittente Rpp, citando denunce di familiari e legali che parlano di una rete internazionale attiva tra America Latina ed Europa orientale.

Secondo le testimonianze, gli annunci diffusi sui social promettevano salari elevati e impieghi civili, come cuochi o addetti alla sicurezza. Una volta arrivati in Russia, i lavoratori sarebbero stati privati dei documenti, costretti a firmare contratti in lingua sconosciuta e poi trasferiti in zona di guerra senza addestramento.

Le famiglie segnalano oltre cento casi tra morti e dispersi, con contatti interrotti da settimane. Presentate denunce per tratta di persone, mentre le autorità valutano iniziative diplomatiche per assistenza e rimpatri, resi complessi dalla distanza e dall'assenza di garanzie di sicurezza.

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