
I vigili del fuoco sono ancora al lavoro all’interno del palazzo di via Antonini a Milano che è stato divorato ieri dalle fiamme. Non sanno ancora fornire una tempistica su quando avverrà lo spegnimento definitivo dell’incendio perché ci sono ancora diversi focolai all’interno che vengono alimentati dal vento. “Ci sono ancora focolai dal piano dodici al diciannove - ha detto un vigile del fuoco -. Bisogna smassare la cenere e spegnere ma ci vuole pazienza, quante ore ci vorranno non lo so, il lavoro è lungo perché la brace va smassata e col vento ricomincia a bruciare”. Interpellato sul funzionamento dell’impianto anti incendio ha poi spiegato che “dal piano decimo in poi a salire ha funzionato”. Infine sulla stabilità i vigili del fuoco presenti sul posto hanno spiegato che i solai sono danneggiati ma la struttura della vela e gli ancoraggi non sembrano danneggiati, e anche il blocco scale è stabile.
Non ci sono vittime
“L’accesso è stato eseguito fino al dodicesimo piano al momento manualmente. Si conferma che non ci sono vittime che è la cosa più importante, se non un cagnolino”. Lo ha detto il magistrato, Tiziana Siciliano, che ha fatto un sopralluogo sul luogo del palazzo distrutto da un incendio a Milano. Gli ultimi due piani verranno raggiunti e questo deve ovviamente essere fatto nella massima sicurezza perché a noi interessa che i vigili del fuoco agiscano in sicurezza. - ha aggiunto - . I droni ci stanno consentendo di avere delle immagini molto buone anche all’interno degli appartamenti”.
Effetto camino
L’incendio si è originato al 15esimo piano l’incendio che ha distrutto il palazzo e poi ha avuto una sorta di ‘effetto camino’. L’aria tra l’edificio e i pannelli di rivestimento del grattacielo ha fatto correre le fiamme e la ‘Torre dei Moro’ si è trasformata in una torcia. È quanto hanno accertato finora gli investigatori e gli inquirenti nell’inchiesta. Il fascicolo sarà aperto a breve per disastro colposo (incendio colposo l’altra ipotesi di reato al vaglio) dal dipartimento che in mattinata effettuerà un altro sopralluogo sul posto coi Vigili del fuoco.
Un video, girato da un residente della zona e acquisito dagli inquirenti, mostra che il fuoco si è sprigionato al 15esimo piano (da capire ancora se in un appartamento e per quali cause) e in poco più di 15 minuti ha divorato l’intero edificio, intaccando soprattutto la struttura esterna di rivestimento costituita da lastre di polistirene e alluminio. Si è creato un ‘effetto camino’ dovuto allo spazio (pare di una quindicina di centimetri circa) tra i pannelli di rivestimento e l’ossatura principale del grattacielo. L’aria contenuta in quello spazio ha contribuito a far correre le fiamme che hanno trasformato la Torre in una torcia. Gli stessi pannelli di rivestimento, dunque, non hanno retto al fuoco e proprio il fatto che non fossero ignifughi sarà uno dei temi delle indagini. Ad ogni modo, in Procura viene chiarito che è stata evitata una tragedia grazie anche al fatto che i primi inquilini che si sono accorti dell’incendio, sentendo l’odore del fumo, hanno avvisato gli altri presenti nel palazzo, bussando alle porte. Tempestivo, spiegano gli inquirenti, anche l’intervento dei soccorritori. E per fortuna nel grattacielo, dove abitano sessanta famiglie, erano presenti in totale solo una trentina di persone, perché altre erano ancora fuori per le ferie.
“Mai vista una cosa del genere”
Nell’edificio viveva anche Mahmood: da quello che hanno spiegato i soccorritori il cantante, che abitava al nono piano della torre, sarebbe stato tra i primi ad abbandonare l’edificio una volta scoppiato l’incendio e a mettersi in salvo. “La situazione attuale è che l’incendio formalmente ancora non è estinto completamente”, ha spiegato Giuliano Santagata, comandante dei vigili del fuoco di Milano. Dentro la torre concretamente ci sarà ancora qualche focolaio che andrà verificato e spento. “Mai vista a Milano una cosa così. È probabile che la facciata fosse fatta di materiale molto combustile”, ha detto.
Gli abitanti hanno perso tutto nella notte
“Siamo 70 famiglie senza una casa e ripartiamo oggi da zero - ha spiegato una signora con le lacrime agli occhi - . Non è rimasto nulla del palazzo”. Ieri in preda alla fretta di scappare “c’è chi ha lasciato gli animali domestici in casa perché non si pensava che sarebbe stata una cosa così veloce e così devastante - ha aggiunto -. Io abitavo al quarto piano”.
Ancora presto per valutare i danni
“Adesso i vigili del fuoco stanno verificando le strutture e anche gli appartamenti che erano chiusi ieri sera. Non ci sono ancora notizie sulle cause e personalmente io non ho ancora un’idea”. Lo ha detto Augusto Bononi, l’amministratore del palazzo interessato ieri dall’incendio a Milano, parlando con la stampa sul luogo dell’incidente. “Adesso siamo in contatto con la protezione civile. Per i primi giorni e penso che se ne occuperanno loro degli sfollati, poi entreremo in ballo noi e ci organizzeremo. È un casino”, ha spiegato. Da ieri l’amministratore è in contatto con i costruttori dell’edificio. “Ho sentito i costruttori e non hanno detto nulla, si sono limitati a dire che loro sono rimasti molto sorpresi - ha aggiunto - . Ci domandiamo tutti come ha fatto il palazzo a bruciare così velocemente. Penso che la Procura comincerà a capire, l’importante è che non ci siano stati feriti”. Il palazzo da quanto ha spiegato l’amministratore è assicurato con Reale Mutua: “Ho messo in allerta anche loro e ci dobbiamo sentire per aiutare le persone che sono rimaste senza nulla. Per il calcolo dei danni è ancora presto”.
“Accettare subito responsabilità”
“La magistratura è già al lavoro per chiarire la dinamica dell’accaduto. Il mio auspicio è che le responsabilità siano accertate con rapidità”. Lo ha scritto sui social il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del palazzo distrutto da un incendio nella periferia Sud della città. “La Torre del Moro è stata costruita poco più di 10 anni fa e non è accettabile che un edificio così moderno si sia dimostrato del tutto vulnerabile”, ha aggiunto Sala che ieri era sul posto per verificare la situazione. “Sono rimasto lì fino a sera inoltrata, quando si è avuta conferma della notizia più importante: fortunatamente non ci sono vittime né feriti”, ha proseguito il sindaco Sala. Le cause dell’incendio sono ancora in via di accertamento. Quello che però è apparso chiaro sin da subito è che il rivestimento esterno del palazzo è andato in fiamme in modo fin troppo rapido, in una dinamica che ha ricordato da vicino l’incendio della Grenfell Tower di Londra di qualche anno fa”. “Abbiamo assistito le famiglie che non avevano una sistemazione per la notte, offrendo loro una collocazione in hotel. Nelle prossime ore lavoreremo per garantire ai residenti tutto il supporto necessario”. “Chi abitava nello stabile ha mostrato grande senso di responsabilità, bussando alle porte dei propri vicini per informarli di ciò che stava accadendo e per accertarsi che tutto fosse sotto controllo, prima di abbandonare l’edificio”, ha concluso il sindaco Sala.
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