
Per il terzo giorno consecutivo le fiamme continuano a devastare la regione dell'Attica a Nord Est di Atene, dove hanno costretto migliaia di persone a lasciare le proprie case, ma un calo dei venti ha consentito apparentemente di contenere l'avanzata del fuoco verso la capitale e ridurre il numero dei focolai più gravi. Le fiamme, riferiscono i media, continuano a divampare nelle zone di Maratona e Dionisyos, da dove il fuoco era partito la notte di tra venerdì e sabato scorsi, e hanno raggiunto Nea Makri sulla costa. In queste località gli incendi continuano a minacciare le zone abitate. Più tranquilla invece appare al momento la situazione a Agios Stefanos, una località di circa 10.000 persone, dove ieri era avvenuta una evacuazione di massa. Il cielo è sgombro dal fumo stamani su Atene. La mobilitazione dei vigili del fuoco, sui quali comincia a pesare la stanchezza, rimane totale: un migliaio di uomini, tra pompieri e soldati, sono ormai sul campo assistiti da centinaia di autoveicoli e mezzi aerei, compresi Canadair italiani e francesi, mentre se ne attendono altri anche da Austria e Cipro. Non vi sono vittime e i danni alle abitazioni sono limitati, ma quelli ambientali e agricoli appaiano enormi nella regione, con migliaia di ettari distrutti e la paralisi delle attività economiche. Non si conoscono ancora le cause degli incendi nell'Attica, ma ieri il Partito comunista (Kke) ha denunciato "un ben organizzato piano doloso" a fini speculativi sul territorio. ATS
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