
Il nuovo incaricato d'affari svizzero a Tripoli è arrivato ieri nella capitale libica. Lo ha confermato oggi all'ATS il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). Il diplomatico, il cui nome non sarà rivelato pubblicamente per "misura precauzionale", avrà il compito di difendere gli interessi elvetici nel paese nordafricano. L'incaricato ha assunto i suoi compiti subito dopo l'arrivo, precisa Erik Reumann, portavoce del DFAE. Egli sostituisce l'ambasciatore Daniel von Muralt, andato in pensione all'inizio dell'anno nel pieno della crisi diplomatica tra Svizzera e Libia seguita al fermo, il 15 luglio 2008 in un albergo di Ginevra, di Hannibal Gheddafi, figlio del leader libico Muammar Gheddafi, e di sua moglie Aline, accusati di maltrattamenti da due domestici. Per diversi mesi l'ambasciata svizzera è stata amministrata da un solo diplomatico accreditato, poiché le autorità libiche rifiutavano di concedere un visto al nuovo incaricato d'affari. Recentemente il visto tanto atteso è stato però accordato, un gesto interpretato dalla ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey, intervistata dalla Radio della Svizzera romanda mercoledì sera, come come un "segno di fiducia" da parte di Tripoli. Il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz ha proposto di recarsi di persona in Libia per incontrare Muammar Gheddafi e cercare con lui uno sbocco alla vertenza. La diplomazia svizzera si sta dando da fare affinché l'incontro possa avvenire, ha indicato Micheline Calmy-Rey. ATS
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