
Il conflitto russo-ucraino è di nuovo in una fase intensa dopo il massiccio raid di Mosca della notte tra mercoledì e giovedì a Kiev. L’attacco ha distrutto centinaia di edifici residenziali e provocato una trentina di morti e una novantina di feriti. Dopo l’attacco, il presidente ucraino Zelensky aveva annunciato una risposta, arrivata - almeno in parte - nelle scorse ore, con un’infrastruttura petrolifera portuale di San Pietroburgo colpita da un attacco di droni. «I due paesi non mollano in quella che è ormai a tutti gli effetti una guerra di logoramento’’, ci dice il direttore della Rivista Italiana Difesa, Pietro Batacchi, secondo cui i due contendenti - per una misura o un’altra – andranno avanti ancora».
Mosca continua i raid ma rallenta sul campo
Nonostante la reale minaccia aerea, l’offensiva russa, attualmente, si trova in una fase di stallo sul campo. «Negli ultimi l’inerzia russa, che era stata costante, si è ridotta», ci dice ancora Batacchi. «Non vediamo grandi iniziative sul terreno». Oltre a questo, la domanda è quanto questo logorante conflitto potrà ancora durare. «Sono due avversari che, specularmente, si muovono. Sprono entrambi ostinati e hanno carte da giocare. Nonostante le rispettive debolezze sotto gli occhi di tutti».

