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«L'Iran non ha negoziato sul suo programma nucleare duranti i colloqui in Svizzera»
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7 ore fa
Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, all'agenzia stampa di Stato Irna. Baghaei ha spiegato che l'interazione di Teheran con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) proseguirà secondo le procedure attuali,- TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
2 minuti fa
Trump: «L'Iran acconsentirà alle ispezioni sugli armamenti»

«Sono tutti assolutamente consapevoli che l'Iran acconsentirà ad avere importanti ispezioni sugli armamenti per assicurarne la 'onestà nucleare' nel futuro a lungo termine». Lo ha affermato il presidente statunitense Donald Trump su Truth Social, confermando quanto dichiarato in Svizzera dal vicepresidente J.D. Vance, che aveva annunciato il ritorno in Iran degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA).

36 minuti fa
Teheran: «Nessun nuovo impegno sul nucleare nei colloqui in Svizzera»

L'Iran non ha negoziato sul suo programma nucleare e non ha preso nessun nuovo impegno sul tema durante i colloqui in Svizzera con la delegazione statunitense. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, all'agenzia stampa di Stato Irna. Baghaei ha spiegato che l'interazione di Teheran con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) proseguirà secondo le procedure attuali, previa approvazione del Parlamento e del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale.

L'agenzia di stampa Tasnim, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, ha inoltre messo in guardia contro un possibile ritorno degli ispettori dell'Aiea, affermando che la scelta andrebbe a vantaggio «del nemico».

Secondo Tasnim, infatti, verrebbe meno la politica di «ambiguità nucleare» e l'incertezza sulla localizzazione dell'uranio arricchito presente nel Paese, che rappresenta per Teheran una delle principali risorse contro Washington.

un'ora fa
«Netanyahu rinuncia all'ipotesi di annullare le primarie del Likud»

Secondo la tv pubblica israeliana Kan, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha fatto marcia indietro sull'ipotesi di annullare le primarie del suo partito, il Likud.

Il premier avrebbe cambiato idea dopo che il deputato del Likud David Bitan e altri importanti parlamentari si sono opposti ai tentativi di sostituire le primarie del partito con un comitato di selezione.

Bitan ha presentato ieri sera una petizione al tribunale interno del Likud per bloccare qualsiasi tentativo di annullare le primarie, sostenendo che una simile mossa equivarrebbe a un «colpo di stato costituzionale», privando decine di migliaia di iscritti al partito del diritto di scegliere i propri rappresentanti.

2 ore fa
I consiglieri per la sicurezza di Delhi e Teheran discutono di Medio Oriente

I consiglieri per la sicurezza di India e Iran, Ajit Doval e Ghadir Nezamipour, si sono incontrati a New Delhi e «hanno esaminato la situazione in corso in Medio Oriente»: lo sostiene il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Randhir Jaiswal, ripreso dall'agenzia di stampa Pti, secondo cui l'alto funzionario di Teheran si trova nella capitale indiana per un incontro dei Brics.

Secondo il portavoce della diplomazia di Delhi, - scrive Pti - Doval e Nezamipour «hanno anche discusso della cooperazione nell'ambito della piattaforma Brics e delle relazioni bilaterali tra India e Iran».

2 ore fa
In Libano distrutti più di 11.000 edifici, danni per 1,38 miliardi

I danni diretti agli edifici nel Libano meridionale, causati dall'ultima guerra tra Israele e Hezbollah, sono stimati intorno a 1,38 miliardi di dollari, secondo quanto dichiarato da un'agenzia delle Nazioni Unite e da un centro di ricerca libanese.

"In totale, 11'095 edifici sono stati completamente distrutti, con un impatto su 17'891 unità abitative, mentre 2242 edifici hanno subito danni parziali e 9311 edifici hanno riportato danni minori", hanno affermato il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (Undp) e il Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica (Cnrs), ente governativo libanese.

La valutazione ha confrontato le immagini satellitari di fine aprile, quasi due mesi dopo l'inizio dell'ultima guerra, con quelle di ottobre 2025.

2 ore fa
«L'IDF ha la libertà di eliminare le minacce nel Libano del sud»

«Le istruzioni che io e il ministro della Difesa abbiamo dato all'Idf (le Forze di difesa israeliane, ndr) sono chiare e non sono cambiate: i nostri combattenti nel Libano meridionale hanno piena libertà d'azione per neutralizzare qualsiasi minaccia diretta o emergente contro di loro o contro i residenti del nord del Paese.L'Idf non ha alcuna limitazione in questo senso».

Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. «Io li sostengo pienamente e l'intero popolo è al loro fianco. Resto fermamente determinato a mantenere la presenza nella zona di sicurezza nel Libano meridionale per tutto il tempo necessario a proteggere i residenti del nord e tutti i cittadini dello Stato», ha aggiunto.

2 ore fa
Rubio da domani nei Paesi del Golfo per i colloqui sull'Iran

Il segretario di Stato USA Marco Rubio si recherà in missione nei Paesi del Golfo da domani nell'ambito dei negoziati con l'Iran. Lo riferisce il dipartimento di Stato americano in una nota precisando che il segretario si recherà in Kuwait, Emirati arabi uniti e Bahrein.

4 ore fa
Gli USA autorizzano la vendita di una parte del petrolio iraniano

Gli Stati Uniti autorizzano la vendita di una parte di petrolio iraniano. Lo annuncia il Tesoro statunitense che ha emesso una licenza generale che consente la produzione, la consegna e la vendita di greggio di origine iraniana fino al 21 agosto.

«In linea con i colloqui costruttivi in Svizzera, l'Iran si è impegnato a un transito libero nello Stretto di Hormuz e a consentire l'ingresso nel paese degli ispettori dell'Aiea. Nell'ambito di questo, il Tesoro ha rilasciato una licenza generale temporanea di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano», ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.

4 ore fa
Vance: «Eventuali fondi sbloccati in Iran non finanzieranno il terrorismo»

Gli Stati Uniti garantiranno che un eventuale sblocco dei fondi iraniani non finanzi il «terrorismo». Lo ha assicurato il vicepresidente statunitense JD Vance, sottolineando che gli eventuali fondi sbloccati dovrebbero essere usati per acquistare prodotti americani. «Se mai dovessero essere sbloccati dei fondi iraniani, serviranno ad arricchire gli agricoltori americani e a sfamare la popolazione iraniana», ha messo in evidenza Vance.

4 ore fa
Per 78% degli americani gli USA devono porre fine «subito» alla guerra con l'Iran

Il 78% degli americani ritiene che gli Stati Uniti debbano porre fine subito alla guerra con l'Iran, ma una conclusione in questa fase porta con sé anche la convinzione che l'impegno statunitense non abbia raggiunto gli obiettivi strategici o economici prefissati e che non abbia giustificato i costi sostenuti.

Lo rivela un sondaggio Cbs News/YouGov, secondo cui, inoltre, per il 79% degli intervistati l'intesa non porterà all'ascesa di una nuova leadership filo-occidentale a Teheran.

E la maggior parte (il 69%) ritiene improbabile che il programma nucleare iraniano sia stato fermato in modo definitivo o che l'Iran smetta di minacciare i Paesi vicini. Riguardo l'accordo raggiunto dall'amministrazione di Donald Trump con l'Iran, il 41% pensa che porti eguali benefici per entrambe le parti, mentre il 37% crede che sia migliore per Teheran, e solo il 22% per Washington.

4 ore fa
Abdelatty sente Witkoff: «Con l'Iran prevalgano dialogo e diplomazia»

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha avuto una conversazione telefonica con l'Inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff, impegnato ieri al Bürgenstock (NW), in colloqui Usa-Iran.

L'inviato statunitense - riferisce una nota egiziana - ha informato il ministro Abdelatty sugli sviluppi dei negoziati. Il ministro egiziano ha ribadito il sostegno dell'Egitto al processo negoziale a seguito della firma del memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, esprimendo la speranza che «tale memorandum possa servire da punto di partenza per rafforzare la sicurezza e la stabilità regionale e aprire la strada alla risoluzione di diverse questioni attraverso il dialogo e la diplomazia».

L'inviato statunitense - aggiunge il ministero - ha elogiato il ruolo dell'Egitto, in coordinamento con i suoi partner regionali, nel sostenere il processo negoziale e nel superare le divergenze. È stato infine riaffermato l'intento di «proseguire nel coordinamento tra le due parti per contribuire al mantenimento della sicurezza e della stabilità nella regione».

4 ore fa
Ben Gvir: «Non possiamo rispettare questo accordo, Netanyahu lo dica a Trump»

«Netanyahu deve andare dal presidente Trump e dirgli che non possiamo rispettare questo accordo». Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir riguardo il cessate il fuoco tra lo Stato ebraico e il Libano, affermando che «il presidente USA non tollererebbe la presenza di nazisti al suo confine». Lo riferisce The Times of Israel.

«Apprezziamo i nostri amici americani e amiamo il presidente Trump. Ma prima di tutto, vengono i soldati di Israele e i nostri cittadini», ha detto Ben Gvir durante una riunione del suo partito, Otzma Yehudit, alla Knesset. «Chiunque scelga la guerra contro di noi deve subirne le conseguenze. Beirut non può continuare a far finta di niente se permette che il suo territorio venga usato come base terroristica contro Israele», ha concluso il ministro.

4 ore fa
Il presidente iraniano Pezeshkian atteso in Pakistan domani

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso in Pakistan domani, dopo i colloqui con gli Stati Uniti. Lo riferiscono i media statali iraniani.

Il ministero degli Esteri di Islamabad ha confermato che il presidente iraniano Masoud Pezeshkian è atteso domani in Pakistan: «La visita fornirà anche un'importante opportunità per discutere degli impegni diplomatici in corso dopo la firma del memorandum di intesa» tra Usa e Iran, recita una nota del dicastero di Islamabad pubblicata su X.

5 ore fa
Vance: «L'ok dell'Iran al ritorno degli ispettori dell'Aiea è una pietra miliare»

«Gli iraniani hanno accettato di invitare nuovamente gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica» e questo rappresenta «una pietra miliare» per raggiungere un accordo sul nucleare iraniano. Lo ha detto il vicepresidente americano, Jd Vance. «Si tratta di un passo importante per il popolo americano - ha proseguito Vance - e di un primo passo verso la cessazione definitiva del programma iraniano di armamento nucleare. Abbiamo gettato ottime basi per un accordo finale di successo», ha concluso il vicepresidente Usa.

I negoziati tecnici tra Stati Uniti e Iran «proseguiranno nei prossimi giorni e nelle prossime settimane», ha aggiunto Vance. «Per quanto questo posto sia molto bello, non posso restare qui per i prossimi 60 giorni», ha aggiunto il vicepresidente degli Stati Uniti ai giornalisti, per il quale, con i colloqui di ieri, «abbiamo gettato ottime basi per un accordo finale di successo».

7 ore fa
In Svizzera l'Iran ha avuto brevi colloqui sul nucleare

Il portavoce del ministero iraniano degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha affermato oggi che l'Iran ha avuto un «breve colloquio» con gli Stati Uniti sul nucleare durante i negoziati svoltisi ieri in Svizzera. «La delegazione statunitense, nell'ambito dei suoi colloqui, ha espresso brevemente la propria posizione sulla questione nucleare, e anche l'Iran ha parlato della sua posizione in merito», ha dichiarato Baghaei, aggiungendo: «Non si è trattato di una negoziazione, ma semplicemente di un'esposizione delle posizioni delle due parti. L'Iran ha espresso il proprio punto di vista in modo molto chiaro ed esplicito e il ministro degli Esteri Abbabs Araghchi ha invitato la parte americana ad evitare di ripetere le proprie posizioni illogiche sulla questione nucleare, che contengono richieste eccessive», ha aggiunto il portavoce. «Non è ancora giunto il momento di avviare i colloqui principali per un accordo definitivo e, sulla base del Memorandum d'intesa tra i due Paesi, dopo l'attuazione di alcune sue parti, inizieranno questi colloqui», ha affermato, parlando all'agenzia di stampa Irna.

13 ore fa
Il punto delle 6.30

L'Iran e gli Stati Uniti hanno deciso di istituire una «cellula» per la gestione dei conflitti con il Libano per far cessare le operazioni militari. Lo affermano il Pakistan e il Qatar in una nota. «Le parti hanno concordato la creazione di una cellula di deconflittualizzazione, che coinvolga le parti stesse e la Repubblica Libanese, con la facilitazione dei mediatori, per garantire il rispetto della cessazione delle operazioni militari in Libano», si legge nella nota. Non solo: i due Paesi hanno anche concordato di istituire un canale di comunicazione per evitare incidenti e proteggere il transito a Hormuz. Sempre secondo i mediatori, Iran e Stati Uniti hanno concordato una tabella di marcia per raggiungere un accordo definitivo entro 60 giorni. Il primo dei colloqui di alto livello fra i due Stati si è concluso poche ore fa.

USA e Iran vogliono dare la colpa a Israele?

Donald Trump e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie sono d'accordo su una cosa: scaricare le colpe su Israele. Lo afferma il board editoriale del Wall Street Journal, sottolineando che Trump, per tutelare il suo cattivo accordo, ha individuato Israele come capro espiatorio. Il presidente statunitense sta trattando lo stato ebraico come un «proxy americano», una tesi che l'Iran ha sposato. Il rischio ora è che Trump si trovi nella stessa posizione di Barack Obama, ovvero attaccare il maggiore alleato americano nell'area per essersi difeso.