
Sono iniziate in Iran alle 8 locali (le 6:30 in Svizzera) le elezioni presidenziali che vedono contrapporsi il parlamentare riformista ed ex ministro della Salute Massoud Pezeshkian e il fondamentalista ex negoziatore sul nucleare Saeed Jalili. Nel primo turno elettorale di venerdì scorso, Pezeshkian ha ottenuto 10'415'991 voti (42%) e Jalili 9'473'298 voti (39%) su un totale di 24'535'185 voti espressi in 58'640 seggi elettorali. Secondo il Ministero dell'Interno ha partecipato al voto il 40% dei 61'452'321 elettori aventi diritto. Il candidato che avrà ottenuto il maggior numero di voti oggi assumerà la carica di presidente.
Partecipazione più bassa dal 1979
Mercoledì il leader Ali Khamenei ha affermato che la partecipazione popolare al primo turno delle elezioni presidenziali di venerdì scorso, il più basso dopo la Rivoluzione islamica del 1979, "è stata inferiore a quanto previsto, ma ciò non significa che coloro che non hanno votato siano contrari al sistema". Khamenei ha quindi invitato i cittadini a partecipare in massa al ballottaggio, poiché "tale affluenza alle urne è considerata un forte sostegno e consentirebbe all'Iran di essere meglio in grado di materializzare i suoi obiettivi nel Paese e all'estero". Il prossimo presidente succederà al presidente Ebrahim Raisi, morto in un incidente d'elicottero il 19 maggio.

