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Medio Oriente
In Iran le donne tolgono il velo: «Il regime adesso ha altre priorità»
© EPA/ABEDIN TAHERKENAREH
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Ats
5 ore fa
Molte donne iraniane stanno apertamente violando la regola, e le autorità sembrano per ora restie ad avviare una repressione

Negli ultimi mesi, nel contesto delle turbolenze belliche e del rinnovamento della leadership intransigente del Paese, è riemersa una profonda frattura culturale in Iran: come e se imporre l'obbligo del velo alle donne. È quanto si legge in un lungo servizio della CNN. Al culmine del conflitto con gli Stati Uniti quest'anno, donne senza velo venivano spesso viste alle manifestazioni filo-governative e nei media statali. Il governo e le forze di sicurezza interne avevano problemi ben più urgenti da affrontare. Ma nelle ultime settimane, è cresciuto il clamore per il ripristino di una linea dura su ciò che i religiosi e i politici conservatori chiamano «nudità in pubblico».

Nessuna repressione

Molte donne iraniane stanno apertamente violando la regola, e le autorità sembrano per ora restie ad avviare una repressione. Il regime appare avere priorità più urgenti. Ciononostante, i media statali hanno dato risalto a notizie riguardanti caffè e altre attività commerciali costrette a chiudere per non aver rispettato le norme sull'abbigliamento. La Cnn ricorda che 4 anni fa il movimento 'Donna vita libertà' - nato in seguito alla morte di Mahsa Amini, arrestata con l'accusa di essere vestita in modo inappropriato - era stato brutalmente represso. Ma le proteste hanno avuto conseguenze durature: nonostante i continui avvertimenti e i controlli sporadici, si registra una diffusa disobbedienza alle normative ufficiali, soprattutto tra le giovani donne.

Ci sono anche eccezioni

Ci sono stati però alcuni casi di alto profilo. A giugno, la popolare cantante iraniana Parastoo Ahmadi è stata condannata a a 74 frustate e le è stato vietato di lasciare il paese per due anni perché si era presentata a spalle scoperte e capelli sciolti in streaming su YouTube. Ma ci sono molte prove che dimostrano come molte donne iraniane non si lascino intimidire dalle campagne ufficiali.

Una priorità «fuori luogo»

Come per tante questioni sociali e culturali in Iran, indossare l'hijab sembra ad alcuni una priorità fuori luogo in un periodo di conflitto e crisi economica. A quanto pare, questo includerebbe anche il presidente Masoud Pezeshkian. Riferendosi a un'intervista con un religioso conservatore, ha affermato: «Si può davvero cambiare il comportamento delle persone attraverso le leggi?». Pezeshkian ha poi aggiunto che sua figlia a volte non era d'accordo con lui: «Significa che dovrei costringerla? Non si possono instillare convinzioni nelle persone con la forza».

L'hijab

Le autorità iraniane hanno iniziato a incoraggiare le donne a indossare l'hijab dopo la rivoluzione del 1979. Prima di allora, la monarchia aveva promosso un'immagine della donna più laica e occidentalizzata. L'articolo 638 del Codice penale islamico iraniano criminalizza le donne che si presentano in pubblico senza «hijab islamico», sebbene non ne definisca con precisione il significato. Ma il regime sta procedendo con cautela, almeno per ora. «Non osano ancora dire niente alla gente per strada - ha detto per telefono alla CNN una donna di Teheran sulla sessantina - Le ragazze nella capitale escono indossando top corti, pantaloncini e ogni tipo di abbigliamento, e i veli sono praticamente scomparsi Non credo che riusciranno a obbligarle di nuovo a indossare il velo. Ma d'altronde, anche noi la pensavamo così quando è scoppiata la rivoluzione. Non avremmo mai creduto che sarebbero riusciti a costringerci, eppure alla fine ci sono riusciti».