
Il tasso di povertà infantile nei Paesi Ocse è salito al 12,7%, pari a circa 30 milioni di bambini poveri. Lo scrive l'organizzazione parigina nel suo primo rapporto sulla condizione delle famiglie, sottolineando come l'aumento della povertà infantile si avvenuto "nonostante l'aumento del reddito medio delle famiglie". La situazione più critica, sottolinea l'organizzazione, riguarda le famiglie monoparentali, in cui "la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia in assenza di un coniuge fa pesare estreme pressioni sul genitore e i figlio, e può limitare gli introiti potenziali". I tassi di povertà per i bambini in queste situazioni "restano in media elevati": il 21,1% se il genitore ha un impiego e il 60,5% se è disoccupato. Inoltre, "l'effetto netto dei sussidi sociali è diminuito nel corso degli ultimi anni". La povertà infantile non risparmia però le famiglie con due genitori, soprattutto quelle che percepiscono un solo salario, o nessuno. Nell'area Ocse, infatti, i bambini poveri sono il 50% nelle famiglie con due genitori entrambi disoccupati, il 17% in quelle in cui lavora un solo genitore e il 3,5% in quelle in cui lavorano entrambi. Un dato che porta a concludere, secondo gli autori del rapporto, che un elemento importante per combattere la povertà infantile è il sostegno all'occupazione femminile, e in particolare alla possibilità per le madri di rientrare nel mondo del lavoro. Il che si traduce a livello di politiche familiari in due elementi: la promozione dell'eguaglianza tra generi, con l'estensione dei congedi parentali garantiti ai padri, e la diversificazione delle misure di sostegno alle famiglie, che affianchino ai sussidi finanziari un sistema di aiuto alla cura dei bambini per genitori lavoratori. "I tassi di povertà infantile più bassi - spiega infatti il rapporto - sono registrati nei Paesi che conducono una politica molto attiva in materia di servizi alle famiglie e accoglienza dei bimbi". Il consiglio, precisa l'Ocse, vale in modo analogo per le politiche di assistenza alle famiglie monoparentali. Anche in questo ambito, infatti, i Paesi che hanno ottenuto i risultati migliori "sono generalmente quelli che hanno preso misure che incentivano i genitori soli a lavorare, anche quando i loro figli sono in età molto bassa, e che in parallelo propongono dispositivi completi di aiuto all'impiego e alla cura dei bambini". ATS
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