
Quarantatré persone sono state fermate durante la scorsa notte a Molenbeek, un quartiere periferico di Bruxelles che conta il più alto numero di immigrati marocchini, dove da due notti si susseguono incidenti tra polizia e gruppi di giovani. Le tensioni sono cominciate giovedì in seguito ad un episodio banale: il controllo dell'identità di un adolescente di 14 anni. Di fronte ai poliziotti che gli chiedevano di identificarsi il ragazzo è fuggito, gli agenti hanno fatto uso di uno spray lacrimogeno e lo hanno condotto al commissariato. La sua famiglia si è presentata in blocco per chiedere che venisse liberato e la loro protesta ha raccolto via via sostenitori che hanno cominciato a rompere vetri, a lanciare pietre e a saccheggiare veicoli. Nel corso degli scontri, alcuni poliziotti sono rimasti feriti, così come alcuni manifestanti. Tra le 43 persone fermate, tre sono state arrestate per ribellione alle forze di polizia, lancio di pietre verso veicoli della polizia e per porto d'armi proibite. Cinque bottiglie molotov sono stati trovati sotto un camion. La tensione è stata alta, ma - ha precisato un portavoce delle forze dell'ordine - non c'é stato uno scontro diretto tra i giovani e i poliziotti. Gli incidenti a Molenbeek occupano oggi le prime pagine dei giornali belgi: "Bruxelles sopra un vulcano", titola la LIbre Belgique; "Molenbeek sotto alta tensione", gli fa eco 'le Soir'. Il sindaco del comune, Philippe Moureaux, ha annunciato di avere annullato tutti i festeggiamenti previsti per il fine settimana, in particolare domani per la fine del ramadan, per cercare di prevenire nuovi incidenti e di fare calmare la tensione tra la comunità marocchina. ATS
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