
Il direttore dell'Ufficio federale della migrazione (UFM) Alard du Bois-Reymond si recherà ancora prima di Pasqua a Roma per discutere con i colleghi italiani sui problemi sorti fra i due paesi in relazione alla riammissione sul territorio della Penisola dei rifugiati respinti dalla Confederazione. Lo ha indicato all'ATS il portavoce dell'UFM Joachim Gross confermando una notizia pubblicata oggi da "Bund e "Tages-Anzeiger". In applicazione degli accordi di Dublino l'Italia avrebbe il dovere di accogliere i rifugiati giunti inizialmente sul suo territorio, ma a quanto sembra oppone ostacoli burocratici. Per questo in Svizzera non sono mancate critiche, a cominciare da quelle espresse dalla presidente dei direttori cantonali di giustizia e polizia Karin Keller-Sutter. Da parte sua la vicedirettrice dell'UFM Eveline Gugger Bruckdorfer andrà su un altro fronte caldo, la Grecia, paese in cui non è più possibile rinviare gli immigrati: questo per motivi umanitari, dopo una sentenza della Corte europea di giustizia. Intanto i profughi del Nordafrica cominciano ad arrivare. Dall'inizio della rivolta in Libia, a metà febbraio, sono undici i cittadini del paese africano che hanno chiesto asilo in Svizzera, tre in febbraio e otto in marzo. Vista la situazione di guerra e la brutalità del regime di Gheddafi è assai possibile che la loro domanda venga accolta, ha spiegato Gross. Un netto aumento delle richieste giunge dai tunisini: dall'inizio della rivoluzione, a metà dicembre, sino a fine gennaio sono state 44 le domande presentate, salite poi a 48 in febbraio e a 159 in marzo. Ogni caso sarà analizzato singolarmente, ha assicurato l'addetto stampa dell'UFM: ma i migranti per motivi economici dovranno lasciare la Svizzera in tempi brevi. ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

