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Estero
Immigrazione: periferie Bruxelles sotto alta tensione
Redazione
17 anni fa

Dalla fine di agosto, inizio del ramadan, il mese di digiuno islamico, la periferia di Bruxelles è teatro di incidenti tra giovani immigrati e forze dell'ordine: prima Anderlecht, poi Forest, ora Molenbeek, il comune della cintura fiamminga della capitale con il più alto tasso di popolazione marocchina dove per due notti di seguito ci sono stati scontri, lanci di pietre, vetrine rotte, auto danneggiate e alcuni feriti, da una parte e dall'altra. Il bilancio è pesante: 43 persone sono state fermate, di cui tre arrestate. Le tensioni a Molenbeek sono cominciate giovedì in seguito ad un episodio banale, che ricorda l'avvio della guerriglia urbana nella banlieue di Parigi: il controllo dell'identità di un adolescente di 14 anni. Di fronte ai poliziotti che gli chiedevano di identificarsi il ragazzo spaventato è fuggito, gli agenti hanno allora fatto uso di uno spray lacrimogeno e lo hanno condotto al commissariato. La sua famiglia si è presentata in blocco per chiedere che venisse liberato accendendo via via la protesta. Decine di giovani del quartiere hanno cominciato a rompere vetri, a lanciare pietre e a danneggiare veicoli. Nel corso degli scontri, alcuni poliziotti sono rimasti feriti, così come alcuni manifestanti. Cinque bottiglie molotov sono state trovate sotto un camion, inesplose. La tensione è stata alta, ma - ha precisato un portavoce delle forze dell'ordine - non c'è stato uno scontro diretto tra i giovani e i poliziotti. C'è però molta preoccupazione che la protesta possa espandersi, complici la disoccupazione e la crisi economica, che colpiscono soprattutto gli immigrati. Il sindaco di Molenbeek, il socialista Philippe Moureaux, che nelle scorse settimane ha vietato l'uso del burqa per strada, ha annunciato di avere annullato tutti i festeggiamenti previsti per stasera e domani, in particolare le feste per la fine del ramadan, per cercare di prevenire nuovi incidenti e di fare calmare la tensione tra la comunità marocchina. Gli incidenti a Molenbeek occupano oggi le prime pagine dei giornali belgi: "Bruxelles sopra un vulcano", titola la "Libre Belgique"; "Molenbeek sotto alta tensione", gli fa eco "Le Soir". In questo comune di circa 86'000 abitanti, di cui il 30% immigrati nordafricani, la giornalista belga Hind Fraihi ha vissuto pochi anni fa due mesi sotto falsa identità per un'inchiesta sul radicalismo musulmano. Un'esperienza da cui è nato il libro "undercover in Little Morocco", nel quale la scrittrice dimostra che la violenza è in aumento soprattutto tra i più giovani immigrati di seconda generazione. ATS

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